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Copertina di Sin City di Frank MillerUno dei migliori fumettari americani, Frank Miller, nei giorni scorsi ha fatto un’uscita sul suo sito che ha fatto molto scalpore.

In questo scritto “Anarchy” pubblicato sul suo sito da addosso a tutto il movimento occupy da New York ad Oakland accusandoli in sostanza di essere degli zozzoni, vigliacchi ecc. che non si rendono conto che il nemico spietato è alle porte (i persiani di 300?).

In un articolo del Guardian “Frank Miller and the rise of cryptofascist Hollywood” si fa una analisi del cinema d’azione hollywodiano e della sua morale che spesso  (sempre) è quella di liberare l’America da nemici spietati che ne vorrebero sovvertire lo status quo (ossia il dominio delle corporation) e soprattutto la deriva che negli ultimi 10 anni si è avuta con l’ondata Marvel /DC ossia con la possibilità date dalle nuove tecnologie digitali di riprodurre tutto il filone dei fumetti di Super Eroi in cinema.

Tutto questo immaginario che possiamo definire pro “capitalismo=il bene” e che il giornalista del Guardian giustamente definisce un immaginario crypto-fascista è inidirizzato ai ragazzini… del resto come il catechismo… dobbiamo far finta di niente e voltarci dall’altra parte pensando son solo film d’azione e disinteressarci oppure porci il problema e affrontarlo.

Tini Cansino a Drive In - Canale 5 Regia Antonio RicciIn Italia ci siamo disinteressati dei seni esposti ossessivamente, dei quiz, dei serial e dei film d’azione che Canale 5 ci proponeva nei primi anni ottanta, poi ci siamo ritrovati in un paese nel quale i giovani della generazione precedente avevano dato l’assalto al cielo (o almeno avevano provato a farlo) mentre quelli delle successive hanno profondamente rimosso il pensiero critico ed autodeterminato fino all’epilogo di qualche giorno fa con le dimissioni di Berlusconi che lascia un paese in rovina sociale e morale.

Un paese che era riuscito a far passare leggi come la 180 del 1978 la cosiddetta Legge Basaglia  (la chiusura dei manicomi) che ponevano i fondamenti per nuove libertà e per un passaggio in avanti dell’umano sono stati fino a ieri ridotti a discutere della poltiglia ideologica berlsconiana (soldi, pornografia e simili).

Non si può far finta di nulla. Tornando a Miller secondo me è uno di quei tanti casi di perdita di contatto con la realtà col passare del tempo… quel contatto critico con la strada e le persone che ti fanno stare nelle cose.

La sua invece mi sembra molto la visione di uno che è stato chiuso (e i fumettari escono sempre poco) a nutrirsi delle paranoie delle tv americane e a vedere chi non si schiera nella guerra santa contro gli infedeli come il nemico.  Ora bisogna dire che il movimento occupy si è interessato in questa su a fase iniziale ben poco di estero ma di redistibuzione della ricchezza dentro gli USA.

A questo punto Miller, come del resto anche Batman e tutti gli altri supereroi cosa state difendendo se non la dittatura delle corporation o per metterla in termini semplici e fumettistici: i ricchi e avidi capitalisti.

Il Frank Miller di GIVE ME LIBERTY è completamente andato, come tanti miei amici… marciti col tempo?

Frank Miller - Batman

Voi direte chi se ne frega di queste cose sfigate dei fumettari stiamo facendo una rivoluzione… beh insomma questa rivoluzione (per semplificare off course) si rappresenta anche molto attraverso le maschere disegnate da Alan Moore quello di V per Vendetta ma anche dell’ottimo Watchmen.

Al riguardo l’attento (alla scena fumettara) Guardian ne scrive in Alan Moore – meet the man behind the protest mask

Alan Moore V per Vendetta

Autunno a Roma

Alberi a Villa Borghese in autunno

Una piacevole visione di Villa Borghese a Roma in un test di prova dell’applicazione Word Press per “bloggare” con Android.

silvio vatteneQuando il gioco si fa duro… vanno bene le minorenni, i furti, i giudici corrotti, qualche sommossa popolare… ma quando i ricchi iniziano a rimetterci i soldi le chiacchiere stanno a zero e Berlusconi viene praticamente mandato a calci in culo a dimettersi da Napolitano.

Accidentalmente incappa nella folla del sabato del centro di Roma attratta da tutti i furgoni delle TV,  le telecamere, la gogna mediatica che le sue TV hanno fatto vivere a tanti adesso tocca a lui… chi è causa del suo mal… e così trova suo malgrado un popolo irridente che non festeggia ma di certo “celebra” la fine del governo Berlusconi, urlandogli BUFFONE, quando va bene.

Per come la vedo io Berlusconi ha svolto fin da1980 il ruolo di “formattatore di cervelli” della mia generazione. Quella che nei primi anni 80 si è trovata ad avere 12 – 14 anni e che non doveva assolutamente (per il potere) ripetere ciò che era successo negli anni 60 – 70… la diffusione di un sapere critico, le lotte, l’autonomia. Se prima i giovani discutevano di Delueze, Negri, Marx ecc. quelli degli anni 80 avrebbero dovuto avere il cervello pieno solo di Mundialiti, delle tettone di Drive In, giochi a Quiz, sperare di andare in TV, di fare i soldi calpestando chiunque e aspettare l’uomo della provvidenza e di certo mai più fare le cose insieme, in comune… mai più comunisti insomma.

tutto è fallito

Non ce la faremo mai…

Stavo guardando questo video su come in Danimarca le bici non siano tollerate o mal tollerate come in Italia, ma favorite

Vedere come vengono fatte le piste e come sono le piste fa un po invidia e fa pensare che qui in Italia, ma soprattutto a Roma tutto è fatto al risparmio o ancora più spesso col furto del denaro pubblico.

Alcune immagini estratte che parlano chiaro:

Per iniziare un incrocio con spazi di attesa dedicati alla bicicletta lontano e avanti rispetto alle auto ed ai loro scarichi

Pista dall'alto, corsie per i rispettivi sensi di marcia, stessa percorribilità e comodità della strada per le auto

Materiali per la segnalaetica resitenti all'usura

Materiali resistenti non verniciature leggere con il compressore

Segnaletica dedicata

Appoggi per comodità nei pressi dei semafori o incroci...

Il Tour entra nel vivo

Domani tappa di montagna con la neve, speriamo il famoso Galibier

 

In other words, London’s bike superhighways are incredibly successful, as the front-page GOOD story remarks. According to the findings in study by Transport for London, there were 70% more cyclists out on the streets of London in October of 2010 than there were the previous year.

GOOD has more:

that means that the number of bikers on the streets pre-superhighways was 70 percent lower than it is now that the superhighways have been installed. That’s some effective bike promotion, if I’ve ever seen it … Will other cities see this information and start doing more for bike lane planning than simply laying them on the side of the street?

That’s right — bike use everywhere jumped, not just on the superhighways. The safe, elegant lanes evidently inspired more folks to dust off their old ten-speeds and hit the roads.

It should also be pointed out that the spike in cycling also coincides with London’s bike-share program, which we’ve written about at length here on TreeHugger.

This development is fantastic — people want to ride bikes in cities. It’s cheap, efficient, and fun. But most of the time, it’s terrifying. It’s why I don’t ride a bike in New York — no way I’m heading into Manhattan traffic during rush hour. New York is also making strides in its bike lanes, too, however. If they work as well as London’s, that’s all it will take — count me in.

tratto da: The Hugger

 

Rispetto per Monicelli

che ci ha fatto riflettere ma ci ha fatto anche tanto divertire.

Quello che ha lasciato suo malgrado, malgrado la sua opera è un paese di ignavi.

Alle elementari, a 6 anni, capitammo in una quinta dove c’era una mostra sulla strage. La prima volta che vedevo immagini così crude… iniziavano gli anni di piombo… uno sparo in terza media ne decretò la fine (o giù di lì).

Era un poliziotto (tutto antiproiettile) di guardia alla sede nazionale della DC, che aveva fatto partire un colpo, per fortuna senza conseguenze, se non per un finestrino.

In mezzo ci fu il portate i bamini a casa hanno rapito Moro, i carabinieri col camion e il fucile in spalla alla Balduina che pattugliavano come a Belafast dopo l’omicidio di Walter Rossi e decine di TG che parlavano di “attentati” e “covi”.

Piazza Fontana nel 1969 diede il la, ma il 1974 fu l’inizio delle ostilità, ma per lo stato (minuscolo) non ci sono colpevoli.

L’Antispeculation tour si è tenuto malgrado le avverse condizioni meteo. Partiti da S.Paolo e visitata la casa occupata di Porto Fluviale (una ex caserma occupata) il gruppo ciclistico si è rivolto di nuovo verso San Paolo dove però il nubifragio si è fatto insostenibile anche per i più volenterosi e si è ripiegati dentro le mura amiche di Acrobax dove era appena finita la partita di rugby degli All Reds.

Speriamo in migliori giornate per fare questo giro sul territorio e verificare da vicino tutte i tentativi di speculazione edilizia nei nostri territori

Qui il link all’album con le foto della partenza fino alla casa di Porto Fluviale

Da Antispeculation Tour

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