Quando il gioco si fa duro… vanno bene le minorenni, i furti, i giudici corrotti, qualche sommossa popolare… ma quando i ricchi iniziano a rimetterci i soldi le chiacchiere stanno a zero e Berlusconi viene praticamente mandato a calci in culo a dimettersi da Napolitano.
Accidentalmente incappa nella folla del sabato del centro di Roma attratta da tutti i furgoni delle TV, le telecamere, la gogna mediatica che le sue TV hanno fatto vivere a tanti adesso tocca a lui… chi è causa del suo mal… e così trova suo malgrado un popolo irridente che non festeggia ma di certo “celebra” la fine del governo Berlusconi, urlandogli BUFFONE, quando va bene.
Per come la vedo io Berlusconi ha svolto fin da1980 il ruolo di “formattatore di cervelli” della mia generazione. Quella che nei primi anni 80 si è trovata ad avere 12 – 14 anni e che non doveva assolutamente (per il potere) ripetere ciò che era successo negli anni 60 – 70… la diffusione di un sapere critico, le lotte, l’autonomia. Se prima i giovani discutevano di Delueze, Negri, Marx ecc. quelli degli anni 80 avrebbero dovuto avere il cervello pieno solo di Mundialiti, delle tettone di Drive In, giochi a Quiz, sperare di andare in TV, di fare i soldi calpestando chiunque e aspettare l’uomo della provvidenza e di certo mai più fare le cose insieme, in comune… mai più comunisti insomma.
con i pigri, gli sventati, gli egoisti e gli indifferenti, il socialismo non potrebbe realizzarsi... La società socialista necessita di uomini e donne pervasi di ardore ed entusiasmo per il bene comune, disposti ad affrontare sacrifici, e compassionevoli con i propri simili, pieni di coraggio e di tenacia, sì da avventurarsi nell'impresa più difficile.


