Una bicicletta per la città 2017

Aggiornamento della Guida all’acquisto della bicicletta post del 2006

In questi giorni avevo un po’ di tempo per guardare qualche sito per vedere una eventuale nuova bici, negli ultimi mesi ho avuto anche occasione di viaggiare parecchio  e  ovviamente mi sono guardato intorno per vedere quali sono le bici che girano nelle città.

Ho così fatto una rassegna delle bici “utili” per la città, sempre a mio parere, anzi spero in commenti che aggiungano qualcosa. Anche guardando a città in cui capita di imbattersi in salite e discese come Roma e quindi bici che possano dare la possibilità anche a chi è completamente fuori allenamento di cavarsela bene in strada.
Il budget perlopiù proposto è tra i 400 e i 600 euro, quindi anche entro certi limiti di prezzo considerando che sono bici che spesso lasceremo legate in strada con un U-lock.

Datevi come regola di investire il 10% del valore della bici in sicurezza. Un paio di consigli per chi è completamente a digiuno: Abus Bordo, Kryptonite Evolution Mini.
Video tutorial su come legare per bene la propria bici.
Ultima regola i lacci, spirali ecc. possono essere utili per legare la sella o le ruote, ma il telaio va legato con un lucchetto ad U o simile, i ladri andranno a cercare altrove. Legatela anche a oggetti solidi e ben piantati, meglio una cancellata di un palo della segnaletica.

Breve guida a come scegliere la bicicletta per la città

Innanzi tutto parliamo di una bici che vi deve portare al lavoro, scuola o simili, vi deve portare in giro di giorno e di notte, con il sole e con lapioggia senza stare a guardare orari di bus e metro ecc. ecc. insomma non una bici per le passeggiate domenicali, ma il vostro principale mezzo di trasporto. Una bici robusta ed efficiente.

La Bici urbana

Premessa: a me piacciono bici abbastanza classiche come design, ma non vintage, nel senso che mi piace anche avere moderne e potenti guarniture e freni. Quindi vedremo bici  dalle singlespeed/fixed a quelle con cambio, freni a disco e in qualche caso forcella ammortizzata.

Nei cataloghi dei produttori vi consiglio di guardare più che nelle sezioni “bici da città” piuttosto nelle sezioni “fitness” o “trekking”, altrimenti se hanno qualche voce tipo “urban” allora li trovate quello che intendo come bici da città, altrimenti vi propongono bici piene di ferraglia, carter, parafanghi*, portapacchi, fanalini** ecc. roba che al secondo marciapiede saltato vi ritrovate a penzoloni e soprattutto geometrie del telaio in posizione troppo eretta.

*Ci sono moltissimi parafanghi in plastica removibili da agganciare al telaio e sottosella per i pochi giorni in cui sono davvero necessari, qui.

** Ai fanalini fissi preferisco quelli removibili, magari ricaricabili USB, ce ne sono di tutti i tipi e prezzi, fatevi vedere di notte, sempre.

Un accorgimento: spesso i negozianti hanno in giacenza bici dell’anno precedente che vendono con sconti anche notevoli. Capita che il design o la colorazione della bici dell’anno prima è anche migliore di quello successivo e per quanto riguarda le innovazioni tecnologiche di anno in anno la differenza sulle bici è davvero poca.

Altra premessa per chi non sa molto di ciclismo: i materiali che ci interessano per i telai e le forcelle.
Grossomodo si usano tre tipi di materiali, che ne sa di bici può saltare questa parte, provo a fare una brevissima sintesi per capirci qualcosa.

  • ACCIAIO: (lo trovate nelle descrizioni anche come steel o cromoly) fatto in varie leghe o tipi dai produttori e questo vale per tutti i materiali.
    Pro: assorbe le vibrazioni, è robusto, permette tubazioni più piccole
    Contro: non è molto “rigido” per ciclisti che  amano avere bici molto reattive, se maltrattato può arrugginirsi, pesa di più degli altri materiali.
  • ALLUMINIO: (alloy) anche qui ogni produttore serio propone la sua lega e anche qui di differenza ce ne è molta tra l’una e l’altro
    Pro: E’ rigido quindi alla vostra spinta sui pedali corrisponde una efficiente risposta del telaio, è più leggero, ma più fragile dell’acciaio, quindi si ricorre a tubazioni di maggiore dimensione. Non ha il problema dell’ossidazione (ruggine).
    Contro: La sua rigidità lo fa sconsigliare per le forcelle, ma consigliare per i telai. Richiede maggiori spessori delle tubazioni quindi se desiderate una bici molto elegante con tubazioni fini dovrete prenderla in acciaio.
  • CARBONIO: è il materiale che si utilizza per le competizioni al 99% in quasi tutte le discipline del ciclismo su strada e non solo. Alla elevata rigidità corrisponde anche la capacità di assorbire le vibrazioni. Ovviamente un telaio in carbonio ben fatto costa spesso di più di uno di uguale qualità in altri materiali.
    Pro: E’ il materiale ideale per la bicicletta sportiva date le sue capacità di rigidità e di assorbire le vibrazioni.
    Contro: i contro in una bici da città sono parecchi. Costi elevati, una maggiore fragilità, il fatto che per la manutenzione non è che potete stringere quanto basta ma occorrono chiavi dinamo metriche. Il che più o meno prevede che le mani sulla vostra bici ce le può mettere solo un meccanico serio.

In sintesi e cercando biciclette con prezzi bassi una bici ben fatta per quel che ci serve avrà telaio in alluminio e forcella in acciaio o carbonio o ammortizzata. Detto questo ho avuto una Scott Sub30 con forcella in alluminio e per limitare le vibrazioni bastava trovare la giusta pressione di gonfiaggio delle ruote. A ruote molto gonfie (quindi dure) era fastidioso andarci sui sampietrini ma riducendo un po’ la pressione il problema spariva, ovviamente si perde un minimo in performance/velocità.

Iniziamo a guardare qualche bici. La fascia di prezzi  che analizziamo è quella intorno ai 500 euro e anche meno se possibile, ma con qualche sforamento anche per capire cosa c’è nei modelli di classe superiore o meglio cosa cercare usato.

Considerazione generale: molti dei modelli proposti hanno versioni simili con componentistica di livello superiore ad esempio la linea Cannondale Quick va dai 1800€ del modello “Carbon 1” ai 450 € del modello “7”

Cannondale

Cannondale Bad Boy 4 – 850€
Una delle bici perfette per correre in città è uno dei modelli della Cannondale Bad Boy 4 (o meglio la 2 con ammortizzatore bloccabile ma costa molto di più). Non i modelli attuali con la forcella “Lefty” (per me inguardabili) ma quelli con la “Fatty”.
Prezzo su sito 850 € comunque un po’ fuori dal budget proposto che è intorno ai 500 €
Tealio e forcella in alluminio, cambio Alivio

http://www.cannondale.com/en/USA/Bike/ProductDetail?Id=d9ba1e04-bb28-4c23-b47b-8772db6c180d&parentid=undefined

cannondale-c15_cm2014_02_bbq_8

Cannondale Quick 4 – 649€
Sempre Cannondale ha in catalogo un’altra serie di biciclette con linee semplici adatta alla città. Le Quick anche con belle colorazioni. Quick 4 con componenti di buon livello (Deore) e forcella in carbonio in colore Acid Green.

http://www.cannondale.com/it-IT/Europe/Bike/ProductDetail?Id=8f8540c5-3741-49cf-9f89-aec4697600a2&parentid=undefined

quick4-c17_c31407m_ard

Cannondale Quick 7 – 450€
A costi decisamente più contenuti c’è la Quick 7 con componenti di gamma inferiore ma comunque decente, Shimano Acera, e forcella in acciaio. Colore giallo “Neon spring” che si trova a  450 € e che secondo me rappresenta una delle migliori opportunità proposte

http://www.cannondale.com/it-IT/Europe/Bike/ProductDetail?Id=77f0011f-a91c-4729-b9d2-bcbb66f7ea8d&parentid=undefined

quick7-c17_c31707m_nsp

Specialized

Restando tra i marchi USA un paio di bici Specialized

Specialized Sirrus disc – 590€
La Sirrus disc, freni a disco componenti non eccezionali ad un prezzo non troppo elevato. Anche per quanto riguarda la linea Sirrus Specialized propone modelli con componentistica migliore ovviamente a prezzi più alti.

https://www.specialized.com/it/it/men/bikes/fitness/fitness/sirrus-disc-int/115355

specialized-sirrus-disc

Specialized AWOL – 1.190€
Una bici pensata per viaggi e avventura ma sicuramente ottima anche in contesti “giungla d’asfalto” ma siamo molto fuori budget.

https://www.specialized.com/it/it/bikes/road/adventure/awol/115623

awol

Cube

Il produttore tedesco sta vendendo molto bene in Italia con bici molto belle e a Roma ha oltre a molti rivenditori anche uno store dedicato bene bravissimi evviva, scelta che va premiata.

Cube Curve Silver’n’flashgreen – 449€

Una bella bici ad un prezzo contenuto per una bici con forcella ammortizzata che in una città ricca di buche e sampietrini può risultare una scelta necessaria per salvaguardarci da urti e vibrazioni continue.

https://www.cube.eu/it/2017/trekking/curve/cube-curve-silvernflashgreen-2017/

cube-curve-medium_831001_light

Cube Aim Pro Flashorange’n’grey – 469€

Bella bicicletta da mountain bike ad un prezzo contenuto avete freni a disco e forcella ammortizzata, magari per l’utilizzo urbano meglio cambiare i copertoni

http://roma.cube-store.eu/store/Detail/cube-store-roma/Cube-Aim-Pro-Flashorange’n’grey-2017/3360.html

Medium_801001_light.jpg

Cube Aim 27.5 bermudablue´n´kiwi – 390€

Davvero una bella combinazione di colori (se non vi piace lo stile Bad Boy/All Black ) è il miglior prezzo delle MTB Cube, ovviamente i componenti sono abbastanza spartani, ma il prezzo è davvero buono.

https://www.cube.eu/it/products/mtb-hardtail/aim/cube-aim-275-bermudabluenkiwi-2016/

cubeaim700001_zoom

Cinelli

Cinelli http://cinelli.it/ è di sicuro il marchio italiano che più si è avvicinato al concetto di bici da città senza orpelli. I materiali utilizzati per i telai rappresentano l’eccellenza nel settore. La componentistica non è banale e la combinazione fa si che le bici non siano tra le più convenienti. Quindi magari cercare usata qualche modello Bootleg o Hoy Hoy

Hoy Hoy Rats – Cinelli Bootleg
E’ il modello cittadino classico di Cinelli lo trovate su Wiggle a 679€ che per questa bici è n buon prezzo. Telaio alluminio, forcella carbonio e componenti di qualità alta. Una buona idea è anche cercare nel mercato dell’usato. Anche questa come la Bad Boy è una delle bici migliori pensate proprio per la città.

bootleg-hoy-hoy-rats

cinelli-bootleg-hoy-hoy-rats-2016-hybrid-city-bikes-black-specialbuy-bl400s
http://www.wigglesport.it/bici-hoy-hoy-rats-cinelli-bootleg/

Hobootleg Geo – 1250€
Modello nato per viaggiare ma ottimo anche per città: Telaio acciaio componenti di alto livello. Simile come impostazione alla Specialized AWOL.

hobootleg-geo

http://www.bootleg.it/b-product2/hobootleg-geo-specs/

Con Cinelli introduciamo anche il capitolo fissa/singlespeed. In città con qualche saliscendi tipo Roma ci vuole una buona gamba o comunque azzeccare il rapporto. Ossia lo sviluppo metrico dato da ogni giro dei pedali, non troppo duro in salita ma in grado di spingere forte in piano.

Senza annoiarci troppo la sintesi è: più metri si fanno con una pedalata più duro sarà il rapporto. Ci sono delle tabelline per stabilire quale sia questo sviluppo le misure richieste sono grandezza ruota (vedi tabella di Garmin) denti del pignoni (posteriore) denti della corona (anteriore) . Bikeitalia ha una formula per lo sviluppo metrico http://www.bikeitalia.it/uso-dei-rapporti-della-bici-cambiata-sviluppo-metrico/ e li vi potete sbizzarrire anche a fare dei test con la vostra bici.

Il classico rapporto offerto su queste bici è un 46×18 che con una ruota tipo corsa 700 sviluppa 5,35m devo dire abbastanza duro in salita, ma alcuni ci vanno su è giù tranquillamente tutto il giorno, io preferisco cambiare e andare su più in agilità. Anche perché la sesta volta che da Via del Corso devi tornare in cima a Via Veneto con zaino pacchi etc. un po’ di agilità aiuta… tanto.

Fatta questa premessa Cinelli offre parecchie bici fisse di cui una davvero molto bella impostata per la città, la Mystic

Cinelli Mystic –  900€
Telaio alluminio/forcella in carbonio. Per quanto riguarda il discorso sullo sviluppo metrico viene fornita una ruota posteriore con due pignoni (è una consuetudine con questo tipo di bici) da un lato un pignone fixed 17 denti e uno con ruota libera 18 denti. Corona da 48 quindi con il 48×18 con ruote 700×25 corrisponde a 5,61 m. che comunque potete cambiare montando una corona più piccola o un pignone più grande o all’inverso se per voi fosse troppo agile.

http://cinelli.it/it/prodotti/mystic/

cinelli-bootleg-mystic-2015-single-speed-bikes-nero-bootleg-035pbk470

Con Cinelli si potrebbe andare avanti parecchio anche con i modelli ciclocross e pista che vi consiglio di guardare sul sito

Kona

Marchio canadese che negli ultimi anni ha trovato alcuni rivenditori a Roma e finalmente anche qua possiamo vedere queste superbe biciclette. Ne seleziono 3 ma il catalogo è ampio e da vedere http://www.konaworld.com

Kona Dew – 499€
E’ una delle bici con il prezzo più basso offerto da questo marchio, è però il tipo di bici adatto alla città. Quindi telaio alluminio e forcella acciaio Kona P2 due pezzi forti da cui far partire una grande bici. Il cambio è uno dei modelli base Shimano se fosse almeno Alivio sarebbe perfetta.

http://2016.konaworld.com/dew.cfm

dew

Kona Big Rove Al – 799€
ok questo è quello che servirebbe, il prezzo però è un po’ alto. Per il resto nulla da dire Forcella KonaP2, uno dei pezzi forti prodotti dall’azienda di Vancouver, Cambio Deore, freni Alivio, gomme Schwalbe Big Apple. Se il prezzo può andare è un’ottima scelta.

http://2016.konaworld.com/big_rove_al.cfm

big_rove_al

 

Kona Paddy Wagon 3 – 799€
Bici molto elegante e raffinata, telaio in acciaio, con cambio interno a 3 velocità Sturmey Archer. C’è anche la versione singlespeed/fixed. Una delle più belle della selezione da verificare se ci bastano le tre velocità. Ho provato questo cambio a Londra e andava bene, ma a Roma? Probabilmente si in un utilizzo commuter meno messenger.
http://2016.konaworld.com/paddy_wagon_3.cfm

paddy_wagon_3

Scott

Scott solitamente offre bici di design innovativo ma piacevole anche se negli ultimi anni non ha molto incontrato il mio gusto al contrario di alcuni anni fa con la mia Sub30 che poi mi hanno rubato.

Scott Sub Cross  40 – 590€
Anche qui come al solito si va dal modello 10 al 40 e in mezzo ci passano allestimenti e componentistica molto diversi. Questo è il modello base con cambio Shimano Altus, forcella ammortizzata, freni a disco Tektro. Degli altri modelli strada di Scott di quest’anno non mi piaceva proprio il design.

https://www.scott-sports.com/it/it/products/249800009/Bicicletta-SCOTT-Sub-Cross-40-Men

scott-sub-cross-40-2017-hybrid-bike-blue-ev286279-5000-1

Scott Sub Sport 40 – 640€
Di Scott è anche il modello più decente per quanto riguarda le “City Bike” ossia portapacchi, parafanghi, cavalletto e fanalini. Ovviamente con tutta questa roba in più il peso arriva a 17 kg

https://www.scott-sports.com/it/it/products/249789007/Bicicletta-SCOTT-Sub-Sport-40-Men

scott

Merida

Prima aggiunta a questa lista: Merida dal cui catalogo peschiamo due bici, una nella sezione

Merida Crossway Urban 40-D – 599€
Uno dei modelli esteticamente più riusciti, a mio gusto, a questo prezzo qualcosa di più del gruppo Shimano Altus si poteva inserire ma tant’è. Per il resto l’allestimento è quello classico con lacune accortezze per facilitare l’inserimento dei portapacchi. Telaio e forcella in alluminio quindi  bici abbastanza rigida. (Sul sito italiano la foto è sbagliata)

http://www.meridaitaly.it/trekking-city-2017/city/crossway-urban-40-d.html

merida_crossway_urban

Merida Crossway 10-V – 430€
Decisamente più ammortizzato questo modello che oltre alla forcella ha una molla ance sul canotto reggi sella. E’ decisamente una bici “per iniziare” ad un buon prezzo, ma potrebbe stressarsi un po’ con un utilizzo estremo (stile messenger)

http://www.meridaitaly.it/trekking-city-2017/trekking/crossway-10-v.html

crossway_10_v_blk_my2017-rid

Decathlon

Decathlon Rockrider 340 – 199,99€
E’ una bici vendutissima e la si vede spesso in città. Buon design, bel colore arancio fluo, componentistica forse troppo base ma ad un prezzo, 200€, che pensiamo possa far avvicinare  all’utilizzo urbano della bicicletta. Poi magari si passa a modelli superiori dopo un po’.

https://www.decathlon.it/mtb-rockrider-340-arancione-id_8302232.html

decathlon-arancione

Decathlon Triban 500 FB –  349,99 €
bici dal design calssico che ci piace, telaio in alluminio e forcella in acciao (bene anche qui) Componentistica Sram per una bici che magari non farà sognare, ma con un ottimo rapporto qualità prezzo.

http://www.decathlon.it/bici-da-corsa-triban-500-fb-id_8322664.html

btwin

Decathlon  Triban 520 – 499.99€
Livello superiore alla precedente con telaio in alluminio e forcella in carbonio. Con l’accorgimento su telaio di aver previsto la possibilità di attaccare portapacchi e parafanghi malgrado l’impostazione sportiva della bici.
Componentistica Shimano Sora che è un buon livello per inziare ad approcciare il ciclismo su strada.

http://www.bikeitalia.it/i-gruppi-shimano-per-bici-da-corsa/

triban520

Atala

Un paio di proposte per un marchio italiano (ora olandese con produzione in Turchia e Cina) che è tornato a fare qualche modello interessante.

Atala North Black Man – 409€
Bici esteticamente carina, prezzo abbastanza basso con una componentistica base, forse toppo. Telaio alluminio, forcella acciaio.

http://catalogo.atala.it/wellness/372-north-black-man.html

north-black-man

Atala SLR 070 – 519€
Modello Atala con componentistica migliore più impostata alla corsa che al passeggio.

http://catalogo.atala.it/road/367-slr-070.html

atalaslr-070

Surly

Anche Surly come Kona ha finalmente trovato dei rivenditori a Roma che ne curano la distribuzione. Marchio molto noto tra i bike messenger ha contribuito alla diffusione della sottocultura messenger/fixed/singlespeed.
Produzione basata in Minnesota per biciclette robuste dedicate all’uso cittadino (anche estremo) o al viaggio. Predilezione per l’acciaio e le forcelle rigide.

Surly Steamroller – circa 700€
E’ il pezzo forte di Surly fixed o singlespeed la bici nella sua essenza. Di base parte come fissa e senza freni che però si possono richiedere insieme ad un mozzo con filettattura flip/flop ossia con cui potete montare da un lato pignone fisso e dall’altro con ruota libera.

http://surlybikes.com/bikes/steamroller

surly-steam

Surly Flat Bar Cross-Check –  circa 850€
Modello interessante con cambio e anche un portapacchi. Telaio e forcella in acciaio, componentistica Sram.

http://surlybikes.com/bikes/flat_bar_cross_check

surly-flatbar82231

La Ciclistica Milano

Marchio che nasce intorno alla cultura delle ciclofficine, delle CM, delle corse in città e di un nuovo approccio, anche etico, alla mobilità urbana ed al fare impresa. Date un’occhiata sul sito quindi non solo al catalogo delle bici.
Selezionati un paio di modelli adatti al nostro scopo La 01 e La 07.

La Ciclistica Milano – La 01 – 490€
Bici robusta adatta alla città, telaio in acciaio saldato in Italia, cura della componentistica di base con singlespeed ma si può personalizzare molto la bici  anche con un cambio sul mozzo. Tutte le personalizzazioni sono sulla pagina con il relativo prezzo.

https://laciclisticamilano.it/it/la-01-classica-e-step-through/la01-classic-1

La Ciclistica Milano – La 07 – 650€
Bici pensata per aggredire le strade della città. Ruote da 29, cambio Alivio, telaio in acciaio e molte personalizzazioni possibili anche in questo caso descritte e prezzate sulla pagina.

https://laciclisticamilano.it/it/la-07/la07-v9x3-verde

Bici Fixed/Singlespeed

E’ il classico tipo di bici da fare con telai usati, ricercati, belli o che vi fate fare ad hoc da qualche negozio specializzato a Roma per esempio Monkey Cycles. Il risultato è solitamente una bicicletta essenziale, pulita, molto minimalista.
Cercando on-line si trovano bici a prezzi contenuti.

Per favi un’idea…

Margot Wild Boy – 249€
Bici semplice, essenziale, telaio in acciaio viene fornita con mozzo flip-flop e rapporto 46×16 peso 10,5 Kg

https://www.margotcycling.com/scatto-fisso/bici-margot-wild-boy/

margot

Finito, per ora…

Per concludere la mia bici con cui da anni giro per Roma
Specialized Hardrock A1 Comp FS del 2002

2016-10-07-19-07-30

P.s.: capitolo a parte meriterebbero bici pieghevoli e bici a pedalata assistita che stanno portando all’utilizzo della bicicletta in città tantissima gente.

 

E adesso pedalo…

2016-12-02-12-12-01

Dopo anni di sosta, ma senza smettere di usare la bici con continuità, torno a fare il mestiere che mi piace, bike messenger.

Ritorno con una ditta diversa da Speedy Boys con cui avevo lavorato ma che ora, purtroppo, ha solo servizi con i motorini.

Ora sto con “E adesso pedala” http://eadessopedala.com datevi da fare con le chiamate.

Già in pochi giorni ho riprovato un po tutto il repertorio del courier:  80 km in un giorno, strade e cortili nuovi, ancora angoli di Roma da scoprire, le invettive degli automobilisti

2016-12-07-09-50-36

N’ja’a famo

Confronto “Raggi — Giachetti” su Sky si sfidano i due candidati arrivati ai ballottaggi del 19 giugno per la carica di Sindaco/a di Roma, unica cosa bella lo scenario.

Mi sono rimasti in mente un paio di passaggi:
Roberto Giachetti che schiuma rabbia perchè il giornalista di Sky tira fuori la vicenda dei “casaletti” (case popolari) diventati villa con piscina con cinque ingressi
Virginia Raggi che ovviamente si ingarbuglia con l’assurda questione dimissioni decise dalla “rete” in caso di avvisi di garanzia.
Positivo che Sky abbia messo dentro anche la domanda sulla mobilità in bicicletta. Raggi sa di che parla e ci mette del suo. Giachetti non ci crede, lui va in scooter (che chiama moto e questo basterebbe).
Pessima la scelta dei 5 stelle di far fare la domanda dal pubblico ad un proprio consigliere e non sulle vicende di Roma ma sulla politica nazionale.
Sugli appelli finali mi sono distratto ho avuto però un sussulto per sentire Giachetti dire che dovremmo mandarlo a fare il Sindaco perchè è il suo più grande sogno …vabbè ESGC.

Impressioni finali:

Giachetti: il messaggio è continuiamo così poi sto ammanicato al Governo, ho amici nun c’è problema. Ja’a famo

Raggi: abbiamo osservato per tre anni, siamo precisini, sappiamo dove sono gli sprechi e il magna-magna. Ja’a famo

n’ja’a famo

Già vent’anni fa immaginavamo l’Internet di oggi

1996 i primi vent’anni di Internet in Italia, leggo da molti testi suMedium…Mi pare una data strana perché rivedendo un po’ le cose noi su Internet già ci eravamo stati o no? erano BBS? *noi era il gruppo ditech/net/cyber enthusiasts protagonista di questo testo.

La prima volta la lego non ai primi approcci al modem e ai dischetti ma alla prima visione di Internet e del WWW utilizzati per trasformare/rivoltare il mondo.

NEXT FIVE MINUTES TACTICAL MEDIA (2) Amsterdam gennaio 1996 evento/conferenza/meeting al quale Partecipiamo con una crew* di Roma coagulati intorno alla redazione di Radio Onda Rossa e alcuni CSOA e squat romani. Il gruppo parte per l’Olanda, accompagnata da una altrettanto cospicua crew di weed enthusiasts interessata anche all’altro aspetto open e avanzato della città olandese, l’erba.

Tre o quattro giorni al Paradiso (il centro musicale/culturale) ex chiesa occupata nel 1967 sgomberata e riaperta dal comune come centro giovanile nel 1968 e divenuto un punto di riferimento per le controculture.

Insomma già la location dell’evento è imponente, noi siamo abituati ai nostri centri sociali, con panche di legno e sedie di plastica e…gelo. Qui siamo nel cuore di quel che era la socialdemocrazia. Risorse tecniche, teatri, riscaldamento e poltrone di velluto per gli attivisti.

Soliti problemi per il pass… voi italiani siete europei quindi Nord del mondo e pagate “x” gulden, ma noi decisamente non siamo professionisti di qualche giornale o altro ma squatters della periferia sud e oltre di Roma (Laurentino 38, Spinaceto, Casal Bernocchi) così ci si adatta al solito con il pass dei pass.

C’era tutto il nascente hacktivism e l’underground /cyber punk europeo. Anche gli italiani come quelli di Decoder e i loro cappotti di pelle stile Matrix,molti anni prima di Matrix.

Ma senza dilungarmi troppo la rete l’avevo già vista, l’HTML2, le pagine grigie di Netscape 1.22, il passaggi da BBS e WWW ma ancora mi mancava il momento in cui hai la visione in cui rimani a bocca aperta, quando il “potenziale” e la bellezza si uniscono e capisci che finalmente potresti cambiare il mondo o almeno iniziare a provarci con speranza di successo.

Fu quando in uno dei tantissimi eventi in programma nel teatro del Paradiso due attivisti presentarono McSpotlight.org il sito a sostegno della campagna Mc Libel. In breve due attivisti di London Greenpeace erano sotto processo querelati dalla Mc Donald’s a causa della distribuzione del volantino What’s wrong with Mc Donald’s (Che cosa c’è di sbagliato in Mc Donald’s?). Anziché mettere a tacere gli attivisti il risultato ottenuto dal processo per diffamazione (poi perso da Mc D) fu un boicottaggio mondiale e la Mc Donald’s al centro delle campagne contro la globalizzazione.
Per anni le vetrine sfondate del Mc Donald’s sono state il segno del passaggio delle manifestazioni “no global”.

London May Day 2000

Ma torniamo al Paradiso dove venne presentato il sito www.mcspotlight.org e quella visione per chi da anni si sbatteva tra grafica e contenuti, tra fanzine, opuscoli, riviste, volantini, flyer e manifesti fu una sorta di illuminazione… ma anche un impegno che iniziò già durante quella presentazione e che ci impegnò * al 100% almeno per i successivi 5 anni “LO DOBBIAMO FARE ANCHE NOI” e lo facemmo, ad aprile ‘96 mettemmo on-line il sito Tactical Media Crew ancora oggi risponde a www.tmcrew.org (all’inizio fu uno spazio di 100 Mb su un hosting generoso e visionario era www.nexus.it/tmcrew) e ovviamente trovò spazio anche la campagna contro Mc Donald’s, oggi ancora è tutto on-line grazie al progetto di Autistici/Inventati.

Entrammo in rete con chi già c’era e chi “stava nascendo” come gruppo, collettivo, crew, posse, hacklab, e devo dire che le intelligenze incontrate in quegli anni in quell’ambiente, poi e altrove non le ho più riscontrate. AvANa BBS, Isole nella Rete www.ecn.org, Strano network, Kyuzz, Decoder e tanti altri/e “pionieri” che spesso conoscevamo solo per nickname e poi ancora ci chiamavamo ancora per nickname anche in trattoria dopo esserci incontrati dal vivo poi magari in qualche Assemblea nazionale o ad un Hackmeeting.

C’erano certo pochi utenti, ma molto smart, e il tuo documento, la tua notizia aveva la stessa rilevanza, e forse più visite, di quelle dei grandi giornali, e i nostri siti, le reti antagoniste dell’epoca, erano spesso più aggiornati e argomentati.

Dei modem 14.4 kbps non abbiamo rimpianti già all’epoca capivamo che per dare il meglio il web avrebbe dovuto essere mobile e sempre connesso, l’Internet di oggi era già evidente e necessaria vent’anni fa.

Cosa ne facciamo di questa connettività e larghezza di banda oggi rispetto al 1996? Non è propriamente quel che ci eravamo immaginati, ma di certo non si può più dire “non lo sapevo” adesso è più preciso e meno ipocrita un bel “non mi interessa”.

Comunque sia il frutto e lo sviluppo di queste visioni della prima generazione di Internet fu anche il movimento contro il WTO e le numerose giornate contro i vertici della Banca Mondiale, del FMI e del G8.

Il progetto di Tactical Media Crew redatto nel 1996:

Tactical Media Crew è un progetto che nasce primariamente dall’esigenza di far accedere diverse realtà sociali di base, con un’attenzione particolare per quello che comunemente viene definito movimento antagonista, ad Internet. E comunque trasformare ed evolvere il sistema di informazione/comunicazione del quale il movimento fa uso da anni.

E’ un progetto che pensiamo molti/e dovrebbero sentire proprio e che comunque a molti/e deve interessare. I soggetti a cui rivolgiamo la nostra attenzione, a partire dalle nostre realtà sono/siamo Centri Sociali, radio di movimento, collettivi femministi, cobas e tanti altri soggetti che decideranno di avvalersi delle potenzialità offerte da questo ulteriore mezzo di comunicazione.

La realizzazione di ciò ci da una possibilità di comunicazione/circolazione di idee, notizie dati, immagini, suoni… veramente significativa.

Tactical Media Crew sta creando l’opportunità, realizzando questo sito su Internet, di essere visibili, ma soprattutto raggiungibili da più parti del mondo. Realizzando così una ulteriore possibilità di diffusione/reperimento dell’informazione per un pubblico/mondo, ma con la logica e il cuore del banchetto alle iniziative, dell’infoshop o della trasmissione in radio, “strutture” di cui siamo parte e sostenitori, ma che hanno evidenti limiti.

La fotocopiatrice è stata un’invenzione fondamentale, copiare/riprodurre, ma non si auto~distribuisce e il nostro attuale circuito/bacino d’utenza riesce a coprire solo la nostra città e con tempi lentissimi.

Come singole/i pensiamo sia evidente lo spirito che ci trasporta, non la brama di immagazzinare sempre più informazione, bensì la ricerca del senso.

Senso, risposte, comprensione/chiavi di lettura e comunicazione. Tutto ciò potrebbe significare quali alternative sono possibili ma soprattutto, in uno stato di insoddisfazione manifesta e rabbia latente, capire quali tattiche utilizzare per trasformare noi stessi e noi stesse da improduttivi a produttivi — termini forse a noi non simpatici, ma indicativi dello stato attuale delle cose, dove per produrre si intende realizzare.

Realizzare significa per ora (probabilmente) battersi ad armi pari col nemico: si scoprono sempre più “punti fragili” nel capitalismo attuale o quanto meno e sempre più facile carpirne parte della sua strutturazione… se veramente gran parte della forza del capitale oggi si esprime attraverso canali informatici/comunicativi, allora si può dire che la sua fragilità è nell’informazione stessa.

Inquinamento, riscaldamento globale, responsabilità individuale

napabike

Una bike lane nella Napa Valley (foto Tim Thulin)

In troppi/e ci si è disinteressati di quello che stava accadendo al clima e si è lasciato fare ai “decisori” politici che ormai spero tutti sappiamo sono dei pupazzetti delle industrie multinazionali e del potere finanziario che solo in caso di forti spinte opposte provenienti dalla popolazione, mobilitazioni di massa, rivolte, insurrezioni, deviano dal sentiero tracciato dalla logica del massimo profitto per una minoranza già benestante o ultra-ricca.

In questi giorni ordinanze di blocco del trafico, targhe alterne, di spegnimento dei riscaldamenti, dei camini o dei forni a legna stanno caratterizzando il nostro quotidiano.

Ci hanno resi schiavi della mobilità privata, del riscaldamento autonomo e così via, oggi forse si rendono conto che in una città accendere 2 milioni di motori, 2 milioni di caldaie ecc. senza filtri nè controlli non è stata un’idea geniale per l’ambiente, ma l’importante era ed è vendere prodotti, far crescere il PIL. Quindi non vi aspettate altro se non l’obbligo ad acquistare una nuova caldaia o una nuova auto.

Poco importa se tutto ciò immette calore ed energia nell’atmosfera. Alla fine la logica del capitalismo del disastro è una delle più in voga. Sfruttare la tabula rasa di un evento catastrofico (uragano, terremoto, incendio, atto terroristico) per ripartire senza più quegli elementi del comune presenti nella precedente società e quindi far fuori case popolari, scuole e servizi pubblici, rafforzare polizia ed esercito ecc.

Alcuni numeri sul prezzo che paghiamo con la nostra salute all’utilizzo dell’auto privata Non è solo smog di Alberto Fiorillo.

Interessanti anche usciti in questi giorni: Noi, gli obesi metropolitani di Alessandro Gilioli e Ci state suicidando tutti di Rotafixa

Per farsi una minima idea e non farsi troppo prendere in giro dai media ufficiali un paio di letture… niente di rivoluzionario di Naomi Klein. (Si trovano facilmente anche in e-book nei circuiti di file sharing)

Shock economy. L’ascesa del capitalismo dei disastri

naomi_klein_shock

Una rivoluzione ci salverà. Perché il capitalismo non è sostenibile

naomi_klein_una_rivoluzione

 

 

Il paese dei dinosauri

Dopo un viaggio di un mese coast-to-coast negli USA e considerando che già avevo visitato gli Stati Uniti una decina di anni fa, ho dovuto, come spesso si fa al ritorno da viaggi lunghi e intensi, fare i conti con il ritorno in Italia che mi ha palesato davanti agli occhi le molte arretratezze ed alcuni cambiamenti che li sono avvenuti mentre in Italia si è proceduto invece all’indietro.

Il tema che voglio mettere a fuoco è quello degli sforzi fatti per promuovere la ciclabilità. In un paese (USA) dove il costo della benzina al litro è di circa 0,60 Euro contro i circa 1,60 Euro/litro in Italia.

Leggere questo articolo di Bicycling fa capire quanto si stia facendo in USA e quanto le amministrazioni non facciano in Italia, ma quanto assolutamente non si faccia nulla nella capitale Roma.

Delle città indicate nell’articolo, ne ho visitate, non casualmente, immagino,  parecchie Minneapolis, Portland, Chicago, San Francisco, New York

Se troverò il tempo proverò a farne una traduzione per aiutarne la diffusione/comprensione.

2015-08-19 19.23.57

Foto © Lucaskill  – Portland 2015 – Ciclabile (bike lane) sulla rampa di un ponte sul Willamette River con corsia raddoppiata per le differenti velocità

 

8 Things Top Bike Cities Have Done to Promote Safer Cycling

There’s a lot we can learn from these triumphs in safe city design and bike advocacy

 
 

 

Salt Lake City, Utah, has the first protected bike intersection.
Intersections are where most car-bicycle collisions take place, so this year Salt Lake City built one of the nation’s first “protected bike intersections” to make cycling in the Utah capital a lot safer. Based on infrastructure pioneered by the Dutch, Salt Lake City’s protected intersection incorporates four principal safety elements:
•Corner refuge islands: protected curb extensions for bicycles
•Forward stop bars: waiting areas for cyclists in front of car traffic
•Setback bike crossing: a buffer zone between bikes and car traffic
•Bike-friendly signal phasing: special lights to indicate when bikes should cross

The intersection was built in Fall 2015 and is expected to reduce both vehicle crashes and cycling stress levels.

Portland, Oregon, has public transit that includes bicycles.
Portland gets so much right when it comes to safer cycling infrastructure that it’s easy to overlook some of the ways the city has also improved bike commuting by simply making it convenient. Every TriMet bus in the Portland area is equipped with a rack that can carry two bicycles, and the MAX lightrail system is equipped with bike hooks so it’s easy for cyclists with long commutes to go multimodal on their way to the office. Just another reason Portland has the highest percentage of bike commuters of any US city—a number that continues to increase. According to the most recent data from an American Community Survey associated with the 2014 US Census, more than 7 percent of the city’s commuters ride bikes to work, up from 5.9 percent in 2013.

Minneapolis, Minnesota, closed the streets to cars.
Now in its fifth year, Open Streets Minneapolis is a city-sponsored event that closes down major throughways to car traffic and opens them up to every bicycle and pedestrian in the city. The city is already a great place for cycling with its 118 miles of on-street bikeways and 92 miles of off-street bikeways (as of 2014), but Open Streets events up the ante by letting locals of all ages explore their neighborhoods in complete safety. And explore they do: In 2015, more than 65,000 people attended one or all of the eight Open Streets Minneapolis events held all over the city.

San Francisco, California, secured business support for green lanes.
In 2008, the San Francisco Bicycle Coalition launched its Connecting the City campaign to build 100 miles of bike paths and protected bike lanes so anywhere in the city can be accessed by cyclists of all ages and abilities.

Since then they’ve already added miles and miles of protected green lanes and started construction on the city’s first raised bike lane. To win support for the project, the Coalition has partnered with city agencies and local business leaders to build an inarguable case that better bike infrastructure equals increased revenue. After all, cyclists stop and shop more and support smaller businesses than drivers. The organization’s work at both the grassroots and City Hall levels has ensured the ambitious Connecting the City project is still rolling right along.

Philadelphia, Pennsylvania, launched an accessible bike share program.
Studies show that cycling gets safer the more cyclists there are on the road, and nothing puts more new cyclists on the road than bike shares. Bike share systems have already proven successful in cities all over the US; Philadelphia’s Indego bike share might be a newcomer, having joined the fray in 2015, but it’s still significant: The company is the only bike share operator that allows users to buy memberships with cash, making the bikes more accessible to lower-income users. So far Indego’s been a safe gamble: Bike theft hasn’t been a problem, and within its first 100 days in operation, Indego saw more than 180,000 rides. The company will continue to add more stations and bikes in 2016.

Washington, DC, put more funds toward bike projects.
Why does DC feel like such a safe place to ride? Probably because the city has actually pumped funding into making it a safe place to ride. The capital city spends more money per capita on bike and pedestrian projects than any other major top cycling city, and the effort shows in all the bike paths and protected bike lanes that are popping up to connect every part of the city, thanks to the hard work of the Washington Area Bicyclist Association and other advocates. The city’s 2013 transportation master plan pledges to add 70 more miles of protected bike lanes.

New York City, New York, expanded protected bike lanes.
New York City already has more than 385 miles of protected bike lanes and paths throughout all five boroughs, with big plans to install many more on an annual basis. Reports from the city’s Department of Transportation show the lanes are improving safety not just for cyclists, but also for pedestrians and car occupants. On Columbus Avenue, a protected bike lane spurred a 56-percent increase in cycling on weekdays and saw a 34-percent decrease in overall crashes while vehicle traffic flow has remained steady. The report also shows that retail sales along the protected lane corridor have increased compared to surrounding streets, proving once again that bikes are big business.

Chicago, Illinois, advocated for the suburbs.
Last year, Active Transportation Alliance, Chicago’s bike and pedestrian advocacy group, launched the Family Friendly Bikeways Campaign to bring protected bike lanes and infrastructure to the suburbs and outerlying areas of the city, where cycling for transportation is often least accessible. With this effort, the organization focuses on kids and more vulnerable cyclists—and not just the fast, experienced cyclists often first served by bike programs. This kind of project could make a huge impact on the city as a whole by expanding transportation cycling beyond the urban core. Expect to see more bike lanes, trails, and low-traffic bike boulevards in the greater Chicago Metro area as the project proceeds.

 

Over the edge – Giovani guerrieri

Visto per caso su Rai Movie un bel film, il primo di Matt Dillon, “GIOVANI GUERRIERI” titolo originale “Over the edge” del 1979. SCHEDA IMDB
Vi si racconta la storia di alcuni ragazzini, siamo a fine settanta inizi ottanta quindi i ragazzini girano in grandi bande numerose. Strano mi sia sfuggito in tutti questi anni. Di sicuro è stato anche il riferimento di un video di Arcade Fire “The Suburbs” molto bello sempre sui temi delle comunità suburbane USA.

over-the-edge-movie-poster-1979-1020205225

Un film sui teen (della mia epoca) non banale dove bici e rivolta 🙂 imperano. Bella e realistica anche la storia della cotta del ragazzino protagonista del film.

Per quanto i contesti (comunità suburbana USA) fossero differenti stili, musica e dinamiche di banda mi hanno ricordato molto i miei primi anni 80 passati in una specie di New Grenada, ossia l’appena costruito Laurentino 38 di Roma, ai confini del mondo (all’epoca e per noi) fatto di strade di terra, ancora dovevano asfaltare, e bande numerosissime di ragazzini (teen) con dinamiche stili e “colonna sonora” molto simile a quella di Over the edge.

 

Da Wikipedia:
Giovani guerrieri (Over the Edge) è un film del 1979 diretto da Jonathan Kaplan sul tema del disagio giovanile. In apertura del film, si informa lo spettatore che nel 1978 110 000 ragazzi sotto i diciotto anni sono stati arrestati per atti vandalici negli Stati Uniti, e che il film è ispirato a veri incidenti accaduti negli anni settanta in una comunità pianificata dove gli urbanisti ignorarono che un quarto della popolazione aveva un’età inferiore ai 15 anni. Si tratta dell’esordio di Matt Dillon, all’epoca quindicenne.
cast
Trama:
A New Granada, un nuovo insediamento residenziale sperduto nel nulla, descritto dai cartelloni pubblicitari come “la città del domani… oggi”, mentre gli adulti sono impegnati nel tentativo di attirare nuovi abitanti e attività produttive, gli adolescenti non hanno alcuna occasione di svago, al di fuori di un modesto centro ricreativo pomeridiano, e sfogano noia e frustrazione con atti vandalici e abuso di alcol e droghe. Il problematico Richie e il più tranquillo Carl sono coinvolti nell’escalation del conflitto con le forze dell’ordine al di là delle loro effettive responsabilità e a rimanerne tragicamente vittima è il primo, ucciso da un poliziotto perché brandiva un’arma. La morte di Richie scatena la ribellione generale di tutti i ragazzi, proprio mentre i loro genitori sono riuniti per discutere su come affrontare la situazione ormai fuori controllo.

over_the_edge_linen_JC10800_L

Il film completo in inglese parte 1 e 2

Over the edge

La mia CURVA SUD

1983/

1983/84

La mia “curva sud”, gli ultrà, il mio andare allo stadio “in trance” finisce nell’estate del 1986 dopo Roma-Lecce 2-3.
Gli Ultrà della Roma finiscono oggettivamente un anno dopo al Flaminio il giorno delle coltellate tra noi per Manfredonia (estate1987).
In quegli anni (fine 80 primi 90) nascono gli Irriducibili Lazio che faranno fare il passaggio agli ultras dal tifo al commercio / agenzia viaggi / venditori di merchandising / biglietteria ecc.
Da li in poi in molti, per fortuna, abbiamo fatto altro.

548392_414344311926876_189982671029709_1398561_2146088341_n

Andando a vedere ogni tanto la Roma con goliardia (che significa che ti posso cantare di tutto e la sera ceniamo insieme divertendoci).
Per chi favoleggia di movimento ultrà di sinistra ricordo che era uno dei tanti sfoghi del “riflusso”, non certo un’attività militante e che anche allora in curva c’era di tutto.
Dopo quella data qualche bella coreografia azzeccata (tipo quella del derby di quest’anno) per il resto bisogna dirlo gente invecchiata male e zero pischelli.

La curva sud degli anni ottanta era una grande piazza di passaggio e per entrare o rimediavi le 7000 lire o scavalcavi e l’età media, vedi le foto, era bassissima 15/16 anni.

curvasud8182

1982/83

1982/83


La curva sud di oggi è blindata, fatta di soli abbonati (non è attraversabile) se non in qualche partita di Coppa ma anche li gli abbonati hanno la prelazione sui biglietti.
Il costo è di minimo 25 euro per le partite di scarso interesse fino ai 40 euro a biglietto per la Champions League.
Come proporzione siamo a circa 10 volte tanto forse di più.
Difatti se date un’occhiata a queste foto della curva di Roma-Napoli vi accorgete di chi sta in curva. L’età media sta sui 30 anni a salire

Le foto sotto sono tratte da “il Giornale di Sicilia” clicca per ingrandirle

striscioni_roma9
http://gds.it.cdn-immedia.net/2015/04/striscioni_roma9.jpg

striscioni_roma
http://gds.it.cdn-immedia.net/2015/04/striscioni_roma.jpg

striscione_roma
http://gds.it.cdn-immedia.net/2015/04/striscione_roma.jpg

Soccer: Roma-Napoli; banner against Ciro Esposito's mother

http://www.giornalettismo.com/archives/1778289/striscioni-ciro-legale-famiglia-esposito-chiede-squalifica-stadio-olimpico/

Veniamo agli striscioni di Roma-Napoli. Il mio giudizio: una merda sia quello del lucrare che quello che parlava della madre di De Falchi rispetto alla madre di Ciro Esposito.
Adesso si pretende pure di voler insegnare la morale, come dei Giovanardi qualsiasi… la curva… dove sono cresciuto cantando “vogliamo il lunedì con LSD…” adesso vuole insegnare come vivere il dolore con dignità dopo decenni di “saluti e baci a Paparelli a Prima Porta”.

CUCS

CUCS

Avrebbero dovuto sostenere la Roma ma invece alcuni si sono voluti rituffare nella fogna di De Santis. Alcuni fascisti tifosi della Roma che sono da anni in curva sud in quel sistema bloccato e impenetrabile che è la curva dei soli abbonati.

Adesso sta alla A.S. Roma capire che un’epoca è finita e non ha senso continuare a dare corda a questi vecchi rottami ed ai loro business parassitari.

A questo punto meglio le fredde tribune di Stamford Bridge o dell’Emirates così almeno parliamo solo di quello che succede sul campo di gioco tanto gli ultrà sono morti 25 anni fa (almeno).

P.S.: i prezzi saliranno ancora con il “nuovo stadio della roma”

Curva Sud Roma

Curva Sud Roma