Povera Italia!

Così ieri Berlusconi ai giornalisti ai quali con tono insultante raccomnadava di “abbeverarsi alla disinformazione di cui sono protagonisti” …che dire parole sante anche se non fosse che Berlusconi li vorrebbe ancora più performanti nell’opera disinformativa.

berlusconi furiosoPer ora il suo specialista ha colpito attraverso il Giornale di famiglia prontamente fatto rimbalzare su tutti i TG aziendali e non il direttore del quotidiano della Conferennza Episcopale Italiana, Avvenire (non piangeremo per lui), ossia la voce dei cattolici, con una bella lettera anonima spacciata per informativa della Polizia.

Insomma lavoro sporco da dossier dei servizi segreti che probabilmente nella prima repubblica veniva fatto con più eleganza, meno scalpore e medesimi risultati.

Comunque sia vergogna internazionale di abitare in Italia a parte credo Berlusconi è il degno rappresentante di una buona parte di questo paese che meriterebbe di cibarselo fino in fono, ma per tutti e tutte gli altri è davvero troppo continuare a subire tutto ciò.

I tempi per la caduta sono maturi, si è parlato prima di agosto di 25 luglio 1943 riguardo ad un crollo imminente, si è avuta per un attimo paura per una svolta nella strategia berlusconiana… l’ammissione di non essere un santo ecc. che poteva essere una strategia di uscita populista, ma si vede che i sondaggi hanno detto di no.

La nuova strategia è livida, livorosa, autoritaria come non se ne vedono dai tempi dei regimi autoritari degli anni ’30. Querela a Repubblica, querele a mezza redazione dell’Unità, normalizzazione di RAI3 a partire da Report passando per la Dandini e Fazio (pure Fazio non gli va bene!!!), ad Anno Zero si parla di “affiancare” Marco Travaglio, che a quanto pare non ne vuole sapere di sottostare ai mavalà, lascia perdere imposto dagli avvocati Mediaset e continua a martellare non su Noemi ma sul conflitto di interesse, i processi, i rapporti con la mafia ecc.

Una strategia liberticidà operata orwellianamente da uno schieramento che si chiama Popolo della Libertà, che ci conduce ad un regime autoritario, che ormai si è assicurato di “informare” via TV il 70% della popolazione, dove nemmeno il trailer di un documentario, Videocracy, può passare e insinuare elementi di critica nella mente del telespettatore.

Il restante 30% si può informare ovunque su Internet, sui quotidiani critici, dai media stranieri, ma sarà minoranza.
per quanto può andare avanti così ancora?

Credo poco.

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