Bike Snob Manifesto

BikeSnob NYC è un blog definito: graffiante ed anche una rubrica sulla rivista Bicycling, in realtà è un ciclista riservato, cinico e acuto, osserva e mette alla berlina le mode del ciclista parvenu o le montagne di soldi spesi dai ciclisti amatoriali per pezzi con grande marketing ma sostanzialmente inutili.
Essendo però ciclista egli stesso, non nasconde grande entusiasmo per una sana pedalata che sia un giro in città di 10 Km o una corsa di bici di 200.

Il Blog http://bikesnobnyc.blogspot.com/ era tenuto da un ciclista “misterioso” poi per il libro è uscito anche il nome e la faccia.

Il WSJ lo ha intervistato e riguardo la sua riservatezza (dote che ammiro più di ogni altra) questo pezzo non è male:

Ms. Goodman, Mr. Weiss’ wife, said that the Bike Snob blog was briefly a secret from her, too. “He didn’t tell me for a little while,” Ms. Goodman said.
Mr. Weiss would tell his wife as well as a small circle of friends, including Paul DeBartolo, a Gotham racing teammate. Mr. DeBartolo said the Bike Snob blog contains “stuff we always talked about on rides.” Gotham’s co-owner, David Nazaroff, described the real-life Bike Snob as “very reserved.”

Premetto che di libri sulla bici e sul ciclismo ne ho letti parecchi, questo però è il n.1
Una vera bibbia del pensiero del ciclista, dell’entusiasta della bici.

Se conoscete qualcuno che va spesso in bici regalateglielo… cinismo, sarcasmo, per questa o quella moda ciclistica, ma soprattutto per una🙂 (che non svelo) e poi vizi, manie e caratteristiche delle varie tribù di ciclisti/e.
Lo condivido tutto, è bello sapere che c’è chi la pensa come te.
Alcuni ciclisti potrebbero amarlo, ma altri odiarlo (e ne conosco un po’ di questa categoria, glielo consiglierò caldamente🙂 ).

Il sito del libro http://www.chroniclebooks.com/bikesnob/ in inglese, ma il libro è già in libreria tradotto in italiano

Bike snob. Manifesto per un nuovo ordine universale della bicicletta
Autore:    Weiss Eben
Prezzo: € 14,50
Dati    2010, 205 p., ill., brossura
Editore    Elliot
ISBN 8861921361

*****

9 thoughts on “Bike Snob Manifesto”

  1. Letto.
    A parte alcune battute che fanno oggettivamente ridere, e a parte il fatto che i nemici della ruota fissa sono miei amici, devo dire che l’ho trovato un po’ fiacco. Nel complesso troppo “americano”, nel senso che molte cose non si capiscono bene.

    E poi che è sta storia dei retro-brontoloni?
    Leggetevi piuttosto “Il ciclista” di Umberto Grioni – Hoepli – 1910 (esiste una ristampa).

  2. Proprio un brutto libro, mal scritto e con contenuti molto discutibili. Non basta essere di NY per saper scrivere. Tutta una furbetta montatura che non fa nemmeno ridere!
    lo sconsiglio vivamente ai ciclisti tutti ma non solo, oltre a tutto è pieno di errori, luoghi comuni, frasi fatte e l’autore è anche non poco presuntuoso! Ci sono libri italiani sulla bicicletta molto meglio scritti e più interessanti di questo. Statene alla larga o leggetelo in biblioteca, se proprio non potete farne a meno. Un esempio per tutti: tra gli attrezzi che dovete avere c’è “un mazzo di chiavi a brugola ( da non confondersi con un mazzo di rucola)”. A voi fa ridere? a me no. E chissà perché i pattini dei freni diventano “cuscinetti”, i famosi cuscinetti dei freni! del resto le camere d’aria si “rammendano”, sulla catena si mette il grasso ( decisamente sconsigliabile) e non l’olio ecc ecc

  3. Ho una bici con i freni a bacchetta, cioè una bici a ruota libera praticamente senza freni, anche se di tanto in tanto cambio i “cuscinetti”, quando piove faccio dei dritti mostruosi.
    Cosa sono gli hipster?
    Vice c’entra con Miami?, mi sembra di ricordare un telefilm che si chiamava così..
    ciao

  4. il libro non è scritto male, Franco, dovresti tener presente che dall’inglese all’italiano ci sono un bel po di differenze e che se non ti fa ridere il gioco di parole rucola-brugola, forse molti americani han riso sentendo la versione originale sicuramente differente.
    Per gli errori, sono colpa del traduttore.
    Il libro secondo me riassume e descrive in modo scherzoso tutte le mode e gli stili dei ciclisti, prendendo in giro chiunque.
    Tuttavia riesce ad esprimere un concetto che per me è fondamentale: COMPRARE UNA BICI e lasciare a casa l’auto.
    Non importa se per andare in bici devi usare magliette attillate e componenti costosi, oppure devi avere una fissa, o devi essere un ciccione che ama il ciclocross, basta che lo fai, ed è giusto. Questo è il succo e io non getterei mexda su un libro fatto con la passione di un ragazzo che ha ancora molto da imparare.
    Ha gia imparato molto nei confronti di tutti noi: capisce la bici e i vari mondi ad essa collegati. Non li giudica, li descrive, li deride in modo divertente.

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