Sgomberi a Cinecittà e Piazza Indipendenza, vergogna dell’estate a Roma

Il mese di agosto come spesso accade a Roma e in Italia è il mese delle vacanze dove un po’ tutti provano a prendere una pausa dai ritmi frenetici della metropoli. A seconda del proprio reddito se uno ce l’ha… da chi va al paese o a Capocotta fino ad annate più fortunate quando si riesce ad organizzare un viaggio in giro per il mondo.

In questo periodo la Questura di Roma è solita organizzare degli infami sgomberi di edifici occupati e/o centri sociali. In questo modo gli oppositori sono in numeri ridotti, e la società civile perlopiù in villeggiatura.

Solitamente il colpaccio riesce, qualche reazione, gente buttata per strada senza assistenza o con proposte offensive, le stesse che vengono fatte agli sfrattati: dormitori con separazione dei nuclei familiari per tempi limitatissimi (settimane, mesi).

Dietro queste proposte imbarazzanti fino ad oggi il Comune di Roma e la prefettura si sono nascosti dietro la classica frase da far scrivere a giornalisti sempre più asserviti: “abbiamo offerto assistenza per le famiglie ma non è stata accettata“. E qui il lettore/ascoltatore si indigna e pensa ma quante cose vogliono questi, non sapendo che sono appunto proposte irricevibili anche da chi viveva in una stanza dentro un palazzo occupato o in una baracca.

Detto questo il piano sgomberi di questa estate parte dall’edificio di Via Quintavalle, a Ciencittà 2.
A luglio viene staccata la luce, si spera questo basti a fiaccare gli occupanti, ma non avendo essi alternative, ovviamente non basta a fargli abbandonare quella che è diventata la loro modesta casa dal 2013.
Gli rende solo la vita ancora più difficile fino al 11 agosto giorno in cui la polizia si presenta con idranti, blindati (decine) ed elicottero e assalta il palazzo occupato.
Gli abitanti ormai li da 4 anni si barricano dentro e poi sul tetto dove resistono allo sgombero per sei, sette ore, poi vengono buttati in strada, denunciati e una dozzina arrestati per resistenza aggravata ossia per essersi in più d’uno appunto chiusi sul tetto.

Gli occupanti, quasi un centinaio di nuclei familiari, non ci stanno a scomparire del tutto e provano a portare la questione sotto la prefettura accampandosi appunto di fronte alla stessa a Piazza SS. Apostoli all’interno del cortile della Basilica dove sono ormai da settimane.

Tutto sommato però ancora va bene per Prefettura e Questura la città è in vacanza per il Ferragosto, non ci sono insegnanti che lamentano lo sradicamento dei bambini dalle scuole di zona, non c’è in realtà praticamente nessuno tranne qualche solidale che passa a trovare gli sgomberati incredulo di vedere una signora di 91 anni dormire per strada, donne incinta, decine di bambini.. abbandonati senza alcuna assistenza.

La giunta Raggi non si presenta, spera che la bufera passi e non se ne parli più, come non fosse compito del Comune la questione abitativa, demanda tutto alla Polizia che però oltre al usare la forza per buttare la gente per strada non può far altro se non continuare a minacciare sgomberi arresti denunce ma insomma non quel che serve ossia un posto dove vivere.

Il giorno dell’occupazione di piazza indipendenza

Dopo questa “brillante” e per loro riuscita operazione Prefetto e Questura ci riprovano e la mattina di sabato 22 agosto assediano, sempre con grande spiegamento di mezzi, il palazzo occupato di piazza indipendenza (via curtatone). Tutto sembra filare liscio viene raccontato agli occupanti che dopo l’identificazione avranno un altro alloggio in città, gli occupanti, quasi tutti rifugiati eritrei che abitano li da 4 anni in più di 500 nuclei familiari, con anche tanti bambini che vanno nelle scuole del quartiere, escono senza problemi.

Poi però si accorgono che non c’è nessun passaggio da casa a casa e tornano a Piazza Indipendenza dove trovano la polizia che non li fa rientrare, non avendo altro posto dove andare semplicemente si accampano nelle aiuole di fronte al palazzo per giorni, ottenendo che qualche nucleo con bambini possa rientrare nel palazzo.

Passano i giorni, nulla si muove, i rifugiati non spariscono, il Comune non si fa vedere, non offre soluzioni, qualche attivista e alcuni operatori di Medici Senza Frontiere o di altre associazioni provano a dare un aiuto agli accampati.

Fino a che la polizia si presenta di nuovo per sgomberare gli sgomberati con l’obiettivo dichiarato di farli sparire dal centro città.

https://www.localteam.it/video/scontri-a-roma-piazza-indipenza-polizia-sgombera-i-migranti

Presentandosi all’alba sparando gli idranti sulla gente che dorme, che ha anche per qualche minuto provato a reagire a questa barbarie lanciando piatti e coperte e finendo inseguiti e manganellati o spazzati via dagli idranti, loro e i loro pochi bagagli

I media italiani seguono la corsa alla demonizzazione del migrante, la stampa mondiale oggettivamente scrive che nel centro di roma la polizia caccia i rifugiati a manganellate e idranti anziché garantire assistenza umanitaria.

Il disastro operato da questura, prefetto e comune è sotto gli occhi di tutto il mondo. Iniziano una sere di menzogne e scaricabarile ignobili. E’ colpa del Ministro, è colpa del Sindaco, è colpa della Regione, è colpa del Governo, è colpa del Prefetto, è colpa della Polizia…sui giornali nessuno si assume la responsabilità del disastro umanitario, ma anche di immagine per la città. La prefetta invece di dimettersi afferma che l’operazione è stata un successo. La polizia si fa beccare a far ordinare dai suoi dirigenti di spaccare e braccia ai resistenti e di farli sparire.

Tutte le forze politiche pare si rivolgano ad un elettorato che ormai sembra essere solo quello di estrema destra. Possibile? Questo paese è di nuovo diventato quello che era negli anni trenta?

Roma ha scritto una pagina vergognosa della sua storia

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