Londra rifà le piste e aumenta il bike sharing +70% di ciclisti per le strade

 

In other words, London’s bike superhighways are incredibly successful, as the front-page GOOD story remarks. According to the findings in study by Transport for London, there were 70% more cyclists out on the streets of London in October of 2010 than there were the previous year.

GOOD has more:

that means that the number of bikers on the streets pre-superhighways was 70 percent lower than it is now that the superhighways have been installed. That’s some effective bike promotion, if I’ve ever seen it … Will other cities see this information and start doing more for bike lane planning than simply laying them on the side of the street?

That’s right — bike use everywhere jumped, not just on the superhighways. The safe, elegant lanes evidently inspired more folks to dust off their old ten-speeds and hit the roads.

It should also be pointed out that the spike in cycling also coincides with London’s bike-share program, which we’ve written about at length here on TreeHugger.

This development is fantastic — people want to ride bikes in cities. It’s cheap, efficient, and fun. But most of the time, it’s terrifying. It’s why I don’t ride a bike in New York — no way I’m heading into Manhattan traffic during rush hour. New York is also making strides in its bike lanes, too, however. If they work as well as London’s, that’s all it will take — count me in.

tratto da: The Hugger

 

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In bici contro le speculazioni… sotto la pioggia

L’Antispeculation tour si è tenuto malgrado le avverse condizioni meteo. Partiti da S.Paolo e visitata la casa occupata di Porto Fluviale (una ex caserma occupata) il gruppo ciclistico si è rivolto di nuovo verso San Paolo dove però il nubifragio si è fatto insostenibile anche per i più volenterosi e si è ripiegati dentro le mura amiche di Acrobax dove era appena finita la partita di rugby degli All Reds.

Speriamo in migliori giornate per fare questo giro sul territorio e verificare da vicino tutte i tentativi di speculazione edilizia nei nostri territori

Qui il link all’album con le foto della partenza fino alla casa di Porto Fluviale

Da Antispeculation Tour

Anti Speculation Tour

“Ad un certo punto, dinanzi gli avvenimenti pubblici, sappiamo di dover rifiutare. Il rifiuto è assoluto, categorico (…) . Quello che rifiutiamo non è senza valore, né senza importanza. E’ proprio perciò che il rifiuto è necessario. Esiste una ragione che non accetteremo più, c’è un’apparenza di saggezza che ci fa orrore, c’è un’offerta di accordo e di conciliazione che non ascolteremo.”

Roma è una città invivibile. Quello che accade nella metropoli è quotidianamente sotto gli occhi di tutti. Non c’è territorio che non sia investito dalla speculazione e inesorabilmente saccheggiato: edificazioni selvagge avanzano fino a colpire la campagna romana. Nuovi interventi urbanistici ed architettonici, sfarzosi quanto inutili, vengono annunciati a tambur battente e fanno raschiare il fondo delle risorse pubbliche, mentre l’accesso ad una casa rimane un problema  ancora irrisolto. Il presente parla di aree verdi cancellate ed investite da colate di cemento: cubature su cubature minacciano quartieri interi e distruggono gli spazi di socialità ed incontro; al posto di questi, come cattedrali nel deserto, sorgono nuovi centri commerciali e altri se ne progettano.

Roma è sotto scacco delle nocività dell’automobile: i mezzi pubblici vengono messi da parte, non viene investito un centesimo sulla mobilità alternativa e il traffico privato la fa da padrone. Stress, inquinamento ambientale, piattezza di prospettive sensoriali, aggressività, stati di malessere sono solo una parte dei danni causati dall’aumento sempre più clamoroso del traffico cittadino: i tempi di vita, a Roma,  sono scanditi da  questo e inglobati al suo interno. E’ il destino che vogliono imporre i poteri forti di questa città.

La città vetrina mostra le sue contraddizioni: produce e consuma, ma getta gli scarti e riversa i rifiuti al di fuori di essa; fagocita ed ingloba i territori, innalza i suoi templi del consumo, ma esclude e sputa fuori le fasce di popolazione che non possono accedere alla ricchezza.

Con la complicità della classe politica asservita sono i responsabili della devastazione del territorio che continuano ad arricchirsi.

Ma c’è anche chi a tutto questo continua ad opporsi. Le lotte che nascono dal basso rivendicano un altro modo di vivere e concepire la città. Pratiche quotidiane e scelte coscienti sono l’alternativa concreta che si sottrae al dominio del sistema e al controllo delle vite. E’ a partire dai territori che comitati spontanei si sono formati per opporsi ai tentativi di scempio e devastazione diffusi a macchia di leopardo. E’ dai quartieri stessi che si disegnano le trame di resistenza a questo modello di città.

Come attivisti, ciclisti, singoli individui che desiderano un altro modo di vivere gli spazi, con lo spirito di chi non si rassegna, si attiva e continua a sognare e costruire un altro mondo possibile, proponiamo una biciclettata collettiva. L’idea è di percorrere gli stessi territori che viviamo quotidianamente: attraversare parte del quadrante sud di Roma, quella tra l’XI e il XII Municipio di Roma secondo la geografia istituzionale, e “segnare” i luoghi oggetto di speculazione, ma dove si sviluppano anche forme di resistenza. Una modalità gioiosa e determinata,  comunicativa e diretta, di riprendersi le strade e manifestare il dissenso contro le forme di nocività prodotte all’interno della città.

L’appuntamento è previsto per domenica 21 novembre alle ore 14,30 al prato di Parco Schuster,  nelle vicinanze della Basilica di San Paolo.

Cicloattivati contro le speculazioni

Bike Snob Manifesto

BikeSnob NYC è un blog definito: graffiante ed anche una rubrica sulla rivista Bicycling, in realtà è un ciclista riservato, cinico e acuto, osserva e mette alla berlina le mode del ciclista parvenu o le montagne di soldi spesi dai ciclisti amatoriali per pezzi con grande marketing ma sostanzialmente inutili.
Essendo però ciclista egli stesso, non nasconde grande entusiasmo per una sana pedalata che sia un giro in città di 10 Km o una corsa di bici di 200.

Il Blog http://bikesnobnyc.blogspot.com/ era tenuto da un ciclista “misterioso” poi per il libro è uscito anche il nome e la faccia.

Il WSJ lo ha intervistato e riguardo la sua riservatezza (dote che ammiro più di ogni altra) questo pezzo non è male:

Ms. Goodman, Mr. Weiss’ wife, said that the Bike Snob blog was briefly a secret from her, too. “He didn’t tell me for a little while,” Ms. Goodman said.
Mr. Weiss would tell his wife as well as a small circle of friends, including Paul DeBartolo, a Gotham racing teammate. Mr. DeBartolo said the Bike Snob blog contains “stuff we always talked about on rides.” Gotham’s co-owner, David Nazaroff, described the real-life Bike Snob as “very reserved.”

Premetto che di libri sulla bici e sul ciclismo ne ho letti parecchi, questo però è il n.1
Una vera bibbia del pensiero del ciclista, dell’entusiasta della bici.

Se conoscete qualcuno che va spesso in bici regalateglielo… cinismo, sarcasmo, per questa o quella moda ciclistica, ma soprattutto per una 🙂 (che non svelo) e poi vizi, manie e caratteristiche delle varie tribù di ciclisti/e.
Lo condivido tutto, è bello sapere che c’è chi la pensa come te.
Alcuni ciclisti potrebbero amarlo, ma altri odiarlo (e ne conosco un po’ di questa categoria, glielo consiglierò caldamente 🙂 ).

Il sito del libro http://www.chroniclebooks.com/bikesnob/ in inglese, ma il libro è già in libreria tradotto in italiano

Bike snob. Manifesto per un nuovo ordine universale della bicicletta
Autore:    Weiss Eben
Prezzo: € 14,50
Dati    2010, 205 p., ill., brossura
Editore    Elliot
ISBN 8861921361

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Bici dell’anno

La Pinarello Dogma viene giudicata la migliore bici da corsa che ci sia (prezzo sistemata per bene sopra i 10.000 euro).

L’azienda di Treviso dimostra ancora una volta che “gli italiani” sono i migliori nella realizzazione di bici da corsa.

Ok… italiani… complimenti adesso se possibile rendiamo possibile circolare in bicicletta anche nelle città italiane oramai devastate dalle automobili ovunque.

Non pretendiamo siano piste adatte alla Dogma per carità, anche se lo dovrebbero, ma alcune piste ciclabili, ad esempio a Roma sono marciapiedi verniciati, pieni di erbacce, passi carrabili a cui rallentare, rami caduti e scalini possono andare bene per una mountain bike ma spingeranno l’utilizzatore di una bici da strada (non dico da corsa) sicuramente verso la carreggiata con le auto dove sono apparentemente in agguato meno rischi.

Critical Mass Roma CIEMMONA #7

Ancora una volta, anche quest’anno migliaia di persone che usualmente vanno in bici in città o che almeno aspirano a poterlo fare in una città meno inumana, si sono incontrate in sella ad una bici per dare vita alla settima Ciemmona, la Critical Mass nazionale, internazionale, intergalattica che si tiene ormai da sette anni a Roma.

Nata come un bike pride e come un evento che ha dato il segno che i tempi stanno cambiando e che siamo in tanti/e che non vogliamo essere più complici delle guerre per il petrolio o dell’inquinamento delle compagnie petrolifere e che lo affermiamo tutti i giorni individualmente e una volta al mese collettivamente pedalando le bici nella realizzazione immediata e dal basso di un altro mondo possibile.

La Ciemmona si conferma evento spontaneo, caotico, gioioso e incontrollabile e tutti quelli e quelle che spendono un minimo di energie nella partecipazione e nella realizzazione ne devono andare fieri/e.

In un mondo dove tutto è merce, controllo, paura e gerarchia giornate come quella di ieri sono da incorniciare.

Bike to Work anche a Roma

Quando una decina di anni fa mi sono riavvicinato al “ciclismo urbano” anche come attivismo vedevo nelle riviste di ciclismo americano grande spazio all’iniziativa BIKE TO WORK e pensavo che difficilmente sarebbe approdata anche qua, come anche Critical Mass, poi invece la Critical Mass la abbiamo fatta e anche bene e adesso ci si prova anche con il Bike to Work.

Non sono direttamente coinvolto, ma tutto il mio supporto a chi si da da fare per questo tipo di iniziative.

Per info: http://biketoworkday.blogspot.com/

Bike to work