Me in messlife memories – Simone Meña

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Simone, @karmatrack asked us to tell a bit about our messlife. Mine is quite linked to Riccardino (@gravinariccardo). We were among the few to do this work in Rome in the early 2000s by bike.
I never gave up the bike entirely, but I really took it back around 1998, when I was thirty, when a Berlin-based friend from squat.net
visiting Rome convinced me that “it could be done”. Sell the Kawasaki KLR 600 and use the bike for all urban travel. We were very few to ride a bike in Rome in the 90s
I have lived the CSOA, the squats, the building takeover and the various streets opened by movement against the globalization among others that of Critical Mass organizing it together with others / and since 2002 also in Rome.
For me, bike, diy ethics and activism from the first Critical Mass have always been one.
So much cycle-activism, until reading “The Immortal Class: Bike Messengers and the Cult of Human Power” of Travis Hugh Culley and therefore the decision to do that job, the bike messenger, so much the webmaster ran smoothly, little effort, some money and time to do even more .
I worked for Speedy Boys for a couple of years from 2004 to 2005. After a bit of 60/80/100 km a day I finally reached “la condizione” also coming in the early stages in some alleycat.
Many alleycats (velocity) in those years in the scene of Critical Mass between Rome and Milan from 2003 to 2007. There were no couriers in Rome at the time so I followed the scene a little through the mailing lists and some websites.
In 2004 we did not have mobile phones, only radio and paper roadmap but the climbs were the same hard as today, the rain and cold infamous and the taxi drivers always bastards.
In moments of self-awareness in the elevator in front of the mirror in the head always a couple of questions that changed depending on the season
– fall spring summer -> are they really paying me for this?
– soaking and icy winter -> but what am I doing, am I crazy?
I resumed doing the courier with EAP, today @corrocorrieri in December 2016. I continue to have fun working on a bike and I hope to get by a little longer (I’m about to make 51).
Now I also do a few switch doing the dispatcher and therefore not always only on the street, but always hardcore”.
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Canon G10 e Samsung Galaxy S2

canon vs. samsung

Confronto tra la fotocamera compatta di Canon G10, [mentre scrivo è da poco uscita la G15] e quella montata sullo smartphone Samsung Galaxy S2 [attualmente il modello di punta è invece il Galaxy S3].
Le foto sono scattate nelle migliori condizioni di luce soprattutto per lo smartphone. In condizioni di luminosità diversa e tempi “lunghi” la Canon G10 è sensibilmente migliore.
In buone condizioni di luce invece, fatte le debite proporzioni, ci si rende conto che nello smartphone c’è una fotocamera molto buona e che a parte i limiti di cui parlo più avanti si ha sempre in tasca un ottimo strumento.

Facendo un crop delle immagini si nota sicuramente che oltre ad essere ovviamente più piccola l’immagine del Galaxy S2 perde moltissimo di definizione se si guarda all’incisione dove c’è scritto:
Pius Pont Max – Portam Piam ecc. soprattutto le righe successive peggiorano di definizione fino all’ultima che appare quasi illegibile.

Adidas Tokyo Gore-Tex hooded jacket

Rinnovato il guardaroba

In occasione dei saldi ho rinnovato il giacchetto di Gore-Tex, inidspensabile se si va in bici anche in inverno e si fa qualche chilometro… insomma 10 / 15 Km all’andata e altrettanti al ritorno.

Approfittando dei saldi ne ha guadagnato anche lo style così a metà prezzo (costava 500 Euro) ho questo “Tokyo Jacket” by Adidas. Da notare le cuciture nastrate con nastro iridato… da veri fanatici (like me).

Usato un po’ di volte sembra traspirare meglio del Gore Bike Wear (che però ha tre/quattro anni di lavoro sulle spalle) anche se al mpmento ancora un po’ rigido.

adidas_tokyo_gore-tex

sul catalogo Adidas: http://www.adidas.com/originals/ch/#/product/E95062

Il Gore Bike Wear (costò all’epoca 280 ancora non si arrende anche se con la cerniera lampo ormai bisogna avere pazienza).

P.s.: chi non ha la giacca di Gore-Tex o non ce la fa a permettersela o, se potrebbe e non la ha, non va davvero in bici in inverno

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Scott SUB 30 review dopo quasi un’anno di utilizzo

Scott SUB 30

Scott SUB 30

Bene passato un anno dall’acquisto e quindi di utilizzo una breve recensione di questa bici.

Scott SUB 30

impressione generale… ottimo affare (costo mi pare sui 400 euro)

Estetica: è il lato più evidente di questa bici, davvero bella… quando andate in giro fate il figurone 🙂 anche tra ciclisti esperti. Di contro diventa un peccato mortale aggiungere qualsiasi accessorio tipo parafanghi, portapacchi, porta lucchetto ad U… il massimo che ho fatto è metterci una minuscola borsetta per la camera d’aria sotto sella

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