Una bicicletta per la città 2017

Aggiornamento della Guida all’acquisto della bicicletta post del 2006

In questi giorni avevo un po’ di tempo per guardare qualche sito per vedere una eventuale nuova bici, negli ultimi mesi ho avuto anche occasione di viaggiare parecchio  e  ovviamente mi sono guardato intorno per vedere quali sono le bici che girano nelle città.

Ho così fatto una rassegna delle bici “utili” per la città, sempre a mio parere, anzi spero in commenti che aggiungano qualcosa. Anche guardando a città in cui capita di imbattersi in salite e discese come Roma e quindi bici che possano dare la possibilità anche a chi è completamente fuori allenamento di cavarsela bene in strada.
Il budget perlopiù proposto è tra i 400 e i 600 euro, quindi anche entro certi limiti di prezzo considerando che sono bici che spesso lasceremo legate in strada con un U-lock.

Datevi come regola di investire il 10% del valore della bici in sicurezza. Un paio di consigli per chi è completamente a digiuno: Abus Bordo, Kryptonite Evolution Mini.
Video tutorial su come legare per bene la propria bici.
Ultima regola i lacci, spirali ecc. possono essere utili per legare la sella o le ruote, ma il telaio va legato con un lucchetto ad U o simile, i ladri andranno a cercare altrove. Legatela anche a oggetti solidi e ben piantati, meglio una cancellata di un palo della segnaletica.

Breve guida a come scegliere la bicicletta per la città

Innanzi tutto parliamo di una bici che vi deve portare al lavoro, scuola o simili, vi deve portare in giro di giorno e di notte, con il sole e con lapioggia senza stare a guardare orari di bus e metro ecc. ecc. insomma non una bici per le passeggiate domenicali, ma il vostro principale mezzo di trasporto. Una bici robusta ed efficiente.

La Bici urbana

Premessa: a me piacciono bici abbastanza classiche come design, ma non vintage, nel senso che mi piace anche avere moderne e potenti guarniture e freni. Quindi vedremo bici  dalle singlespeed/fixed a quelle con cambio, freni a disco e in qualche caso forcella ammortizzata.

Nei cataloghi dei produttori vi consiglio di guardare più che nelle sezioni “bici da città” piuttosto nelle sezioni “fitness” o “trekking”, altrimenti se hanno qualche voce tipo “urban” allora li trovate quello che intendo come bici da città, altrimenti vi propongono bici piene di ferraglia, carter, parafanghi*, portapacchi, fanalini** ecc. roba che al secondo marciapiede saltato vi ritrovate a penzoloni e soprattutto geometrie del telaio in posizione troppo eretta.

*Ci sono moltissimi parafanghi in plastica removibili da agganciare al telaio e sottosella per i pochi giorni in cui sono davvero necessari, qui.

** Ai fanalini fissi preferisco quelli removibili, magari ricaricabili USB, ce ne sono di tutti i tipi e prezzi, fatevi vedere di notte, sempre.

Un accorgimento: spesso i negozianti hanno in giacenza bici dell’anno precedente che vendono con sconti anche notevoli. Capita che il design o la colorazione della bici dell’anno prima è anche migliore di quello successivo e per quanto riguarda le innovazioni tecnologiche di anno in anno la differenza sulle bici è davvero poca.

Altra premessa per chi non sa molto di ciclismo: i materiali che ci interessano per i telai e le forcelle.
Grossomodo si usano tre tipi di materiali, che ne sa di bici può saltare questa parte, provo a fare una brevissima sintesi per capirci qualcosa.

  • ACCIAIO: (lo trovate nelle descrizioni anche come steel o cromoly) fatto in varie leghe o tipi dai produttori e questo vale per tutti i materiali.
    Pro: assorbe le vibrazioni, è robusto, permette tubazioni più piccole
    Contro: non è molto “rigido” per ciclisti che  amano avere bici molto reattive, se maltrattato può arrugginirsi, pesa di più degli altri materiali.
  • ALLUMINIO: (alloy) anche qui ogni produttore serio propone la sua lega e anche qui di differenza ce ne è molta tra l’una e l’altro
    Pro: E’ rigido quindi alla vostra spinta sui pedali corrisponde una efficiente risposta del telaio, è più leggero, ma più fragile dell’acciaio, quindi si ricorre a tubazioni di maggiore dimensione. Non ha il problema dell’ossidazione (ruggine).
    Contro: La sua rigidità lo fa sconsigliare per le forcelle, ma consigliare per i telai. Richiede maggiori spessori delle tubazioni quindi se desiderate una bici molto elegante con tubazioni fini dovrete prenderla in acciaio.
  • CARBONIO: è il materiale che si utilizza per le competizioni al 99% in quasi tutte le discipline del ciclismo su strada e non solo. Alla elevata rigidità corrisponde anche la capacità di assorbire le vibrazioni. Ovviamente un telaio in carbonio ben fatto costa spesso di più di uno di uguale qualità in altri materiali.
    Pro: E’ il materiale ideale per la bicicletta sportiva date le sue capacità di rigidità e di assorbire le vibrazioni.
    Contro: i contro in una bici da città sono parecchi. Costi elevati, una maggiore fragilità, il fatto che per la manutenzione non è che potete stringere quanto basta ma occorrono chiavi dinamo metriche. Il che più o meno prevede che le mani sulla vostra bici ce le può mettere solo un meccanico serio.

In sintesi e cercando biciclette con prezzi bassi una bici ben fatta per quel che ci serve avrà telaio in alluminio e forcella in acciaio o carbonio o ammortizzata. Detto questo ho avuto una Scott Sub30 con forcella in alluminio e per limitare le vibrazioni bastava trovare la giusta pressione di gonfiaggio delle ruote. A ruote molto gonfie (quindi dure) era fastidioso andarci sui sampietrini ma riducendo un po’ la pressione il problema spariva, ovviamente si perde un minimo in performance/velocità.

Iniziamo a guardare qualche bici. La fascia di prezzi  che analizziamo è quella intorno ai 500 euro e anche meno se possibile, ma con qualche sforamento anche per capire cosa c’è nei modelli di classe superiore o meglio cosa cercare usato.

Considerazione generale: molti dei modelli proposti hanno versioni simili con componentistica di livello superiore ad esempio la linea Cannondale Quick va dai 1800€ del modello “Carbon 1” ai 450 € del modello “7”

Cannondale

Cannondale Bad Boy 4 – 850€
Una delle bici perfette per correre in città è uno dei modelli della Cannondale Bad Boy 4 (o meglio la 2 con ammortizzatore bloccabile ma costa molto di più). Non i modelli attuali con la forcella “Lefty” (per me inguardabili) ma quelli con la “Fatty”.
Prezzo su sito 850 € comunque un po’ fuori dal budget proposto che è intorno ai 500 €
Tealio e forcella in alluminio, cambio Alivio

http://www.cannondale.com/en/USA/Bike/ProductDetail?Id=d9ba1e04-bb28-4c23-b47b-8772db6c180d&parentid=undefined

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Cannondale Quick 4 – 649€
Sempre Cannondale ha in catalogo un’altra serie di biciclette con linee semplici adatta alla città. Le Quick anche con belle colorazioni. Quick 4 con componenti di buon livello (Deore) e forcella in carbonio in colore Acid Green.

http://www.cannondale.com/it-IT/Europe/Bike/ProductDetail?Id=8f8540c5-3741-49cf-9f89-aec4697600a2&parentid=undefined

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Cannondale Quick 7 – 450€
A costi decisamente più contenuti c’è la Quick 7 con componenti di gamma inferiore ma comunque decente, Shimano Acera, e forcella in acciaio. Colore giallo “Neon spring” che si trova a  450 € e che secondo me rappresenta una delle migliori opportunità proposte

http://www.cannondale.com/it-IT/Europe/Bike/ProductDetail?Id=77f0011f-a91c-4729-b9d2-bcbb66f7ea8d&parentid=undefined

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Specialized

Restando tra i marchi USA un paio di bici Specialized

Specialized Sirrus disc – 590€
La Sirrus disc, freni a disco componenti non eccezionali ad un prezzo non troppo elevato. Anche per quanto riguarda la linea Sirrus Specialized propone modelli con componentistica migliore ovviamente a prezzi più alti.

https://www.specialized.com/it/it/men/bikes/fitness/fitness/sirrus-disc-int/115355

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Specialized AWOL – 1.190€
Una bici pensata per viaggi e avventura ma sicuramente ottima anche in contesti “giungla d’asfalto” ma siamo molto fuori budget.

https://www.specialized.com/it/it/bikes/road/adventure/awol/115623

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Cube

Il produttore tedesco sta vendendo molto bene in Italia con bici molto belle e a Roma ha oltre a molti rivenditori anche uno store dedicato bene bravissimi evviva, scelta che va premiata.

Cube Curve Silver’n’flashgreen – 449€

Una bella bici ad un prezzo contenuto per una bici con forcella ammortizzata che in una città ricca di buche e sampietrini può risultare una scelta necessaria per salvaguardarci da urti e vibrazioni continue.

https://www.cube.eu/it/2017/trekking/curve/cube-curve-silvernflashgreen-2017/

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Cube Aim Pro Flashorange’n’grey – 469€

Bella bicicletta da mountain bike ad un prezzo contenuto avete freni a disco e forcella ammortizzata, magari per l’utilizzo urbano meglio cambiare i copertoni

http://roma.cube-store.eu/store/Detail/cube-store-roma/Cube-Aim-Pro-Flashorange’n’grey-2017/3360.html

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Cube Aim 27.5 bermudablue´n´kiwi – 390€

Davvero una bella combinazione di colori (se non vi piace lo stile Bad Boy/All Black ) è il miglior prezzo delle MTB Cube, ovviamente i componenti sono abbastanza spartani, ma il prezzo è davvero buono.

https://www.cube.eu/it/products/mtb-hardtail/aim/cube-aim-275-bermudabluenkiwi-2016/

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Cinelli

Cinelli http://cinelli.it/ è di sicuro il marchio italiano che più si è avvicinato al concetto di bici da città senza orpelli. I materiali utilizzati per i telai rappresentano l’eccellenza nel settore. La componentistica non è banale e la combinazione fa si che le bici non siano tra le più convenienti. Quindi magari cercare usata qualche modello Bootleg o Hoy Hoy

Hoy Hoy Rats – Cinelli Bootleg
E’ il modello cittadino classico di Cinelli lo trovate su Wiggle a 679€ che per questa bici è n buon prezzo. Telaio alluminio, forcella carbonio e componenti di qualità alta. Una buona idea è anche cercare nel mercato dell’usato. Anche questa come la Bad Boy è una delle bici migliori pensate proprio per la città.

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http://www.wigglesport.it/bici-hoy-hoy-rats-cinelli-bootleg/

Hobootleg Geo – 1250€
Modello nato per viaggiare ma ottimo anche per città: Telaio acciaio componenti di alto livello. Simile come impostazione alla Specialized AWOL.

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http://www.bootleg.it/b-product2/hobootleg-geo-specs/

Con Cinelli introduciamo anche il capitolo fissa/singlespeed. In città con qualche saliscendi tipo Roma ci vuole una buona gamba o comunque azzeccare il rapporto. Ossia lo sviluppo metrico dato da ogni giro dei pedali, non troppo duro in salita ma in grado di spingere forte in piano.

Senza annoiarci troppo la sintesi è: più metri si fanno con una pedalata più duro sarà il rapporto. Ci sono delle tabelline per stabilire quale sia questo sviluppo le misure richieste sono grandezza ruota (vedi tabella di Garmin) denti del pignoni (posteriore) denti della corona (anteriore) . Bikeitalia ha una formula per lo sviluppo metrico http://www.bikeitalia.it/uso-dei-rapporti-della-bici-cambiata-sviluppo-metrico/ e li vi potete sbizzarrire anche a fare dei test con la vostra bici.

Il classico rapporto offerto su queste bici è un 46×18 che con una ruota tipo corsa 700 sviluppa 5,35m devo dire abbastanza duro in salita, ma alcuni ci vanno su è giù tranquillamente tutto il giorno, io preferisco cambiare e andare su più in agilità. Anche perché la sesta volta che da Via del Corso devi tornare in cima a Via Veneto con zaino pacchi etc. un po’ di agilità aiuta… tanto.

Fatta questa premessa Cinelli offre parecchie bici fisse di cui una davvero molto bella impostata per la città, la Mystic

Cinelli Mystic –  900€
Telaio alluminio/forcella in carbonio. Per quanto riguarda il discorso sullo sviluppo metrico viene fornita una ruota posteriore con due pignoni (è una consuetudine con questo tipo di bici) da un lato un pignone fixed 17 denti e uno con ruota libera 18 denti. Corona da 48 quindi con il 48×18 con ruote 700×25 corrisponde a 5,61 m. che comunque potete cambiare montando una corona più piccola o un pignone più grande o all’inverso se per voi fosse troppo agile.

http://cinelli.it/it/prodotti/mystic/

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Con Cinelli si potrebbe andare avanti parecchio anche con i modelli ciclocross e pista che vi consiglio di guardare sul sito

Kona

Marchio canadese che negli ultimi anni ha trovato alcuni rivenditori a Roma e finalmente anche qua possiamo vedere queste superbe biciclette. Ne seleziono 3 ma il catalogo è ampio e da vedere http://www.konaworld.com

Kona Dew – 499€
E’ una delle bici con il prezzo più basso offerto da questo marchio, è però il tipo di bici adatto alla città. Quindi telaio alluminio e forcella acciaio Kona P2 due pezzi forti da cui far partire una grande bici. Il cambio è uno dei modelli base Shimano se fosse almeno Alivio sarebbe perfetta.

http://2016.konaworld.com/dew.cfm

dew

Kona Big Rove Al – 799€
ok questo è quello che servirebbe, il prezzo però è un po’ alto. Per il resto nulla da dire Forcella KonaP2, uno dei pezzi forti prodotti dall’azienda di Vancouver, Cambio Deore, freni Alivio, gomme Schwalbe Big Apple. Se il prezzo può andare è un’ottima scelta.

http://2016.konaworld.com/big_rove_al.cfm

big_rove_al

 

Kona Paddy Wagon 3 – 799€
Bici molto elegante e raffinata, telaio in acciaio, con cambio interno a 3 velocità Sturmey Archer. C’è anche la versione singlespeed/fixed. Una delle più belle della selezione da verificare se ci bastano le tre velocità. Ho provato questo cambio a Londra e andava bene, ma a Roma? Probabilmente si in un utilizzo commuter meno messenger.
http://2016.konaworld.com/paddy_wagon_3.cfm

paddy_wagon_3

Scott

Scott solitamente offre bici di design innovativo ma piacevole anche se negli ultimi anni non ha molto incontrato il mio gusto al contrario di alcuni anni fa con la mia Sub30 che poi mi hanno rubato.

Scott Sub Cross  40 – 590€
Anche qui come al solito si va dal modello 10 al 40 e in mezzo ci passano allestimenti e componentistica molto diversi. Questo è il modello base con cambio Shimano Altus, forcella ammortizzata, freni a disco Tektro. Degli altri modelli strada di Scott di quest’anno non mi piaceva proprio il design.

https://www.scott-sports.com/it/it/products/249800009/Bicicletta-SCOTT-Sub-Cross-40-Men

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Scott Sub Sport 40 – 640€
Di Scott è anche il modello più decente per quanto riguarda le “City Bike” ossia portapacchi, parafanghi, cavalletto e fanalini. Ovviamente con tutta questa roba in più il peso arriva a 17 kg

https://www.scott-sports.com/it/it/products/249789007/Bicicletta-SCOTT-Sub-Sport-40-Men

scott

Merida

Prima aggiunta a questa lista: Merida dal cui catalogo peschiamo due bici, una nella sezione

Merida Crossway Urban 40-D – 599€
Uno dei modelli esteticamente più riusciti, a mio gusto, a questo prezzo qualcosa di più del gruppo Shimano Altus si poteva inserire ma tant’è. Per il resto l’allestimento è quello classico con lacune accortezze per facilitare l’inserimento dei portapacchi. Telaio e forcella in alluminio quindi  bici abbastanza rigida. (Sul sito italiano la foto è sbagliata)

http://www.meridaitaly.it/trekking-city-2017/city/crossway-urban-40-d.html

merida_crossway_urban

Merida Crossway 10-V – 430€
Decisamente più ammortizzato questo modello che oltre alla forcella ha una molla ance sul canotto reggi sella. E’ decisamente una bici “per iniziare” ad un buon prezzo, ma potrebbe stressarsi un po’ con un utilizzo estremo (stile messenger)

http://www.meridaitaly.it/trekking-city-2017/trekking/crossway-10-v.html

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Decathlon

Decathlon Rockrider 340 – 199,99€
E’ una bici vendutissima e la si vede spesso in città. Buon design, bel colore arancio fluo, componentistica forse troppo base ma ad un prezzo, 200€, che pensiamo possa far avvicinare  all’utilizzo urbano della bicicletta. Poi magari si passa a modelli superiori dopo un po’.

https://www.decathlon.it/mtb-rockrider-340-arancione-id_8302232.html

decathlon-arancione

Decathlon Triban 500 FB –  349,99 €
bici dal design calssico che ci piace, telaio in alluminio e forcella in acciao (bene anche qui) Componentistica Sram per una bici che magari non farà sognare, ma con un ottimo rapporto qualità prezzo.

http://www.decathlon.it/bici-da-corsa-triban-500-fb-id_8322664.html

btwin

Decathlon  Triban 520 – 499.99€
Livello superiore alla precedente con telaio in alluminio e forcella in carbonio. Con l’accorgimento su telaio di aver previsto la possibilità di attaccare portapacchi e parafanghi malgrado l’impostazione sportiva della bici.
Componentistica Shimano Sora che è un buon livello per inziare ad approcciare il ciclismo su strada.

http://www.bikeitalia.it/i-gruppi-shimano-per-bici-da-corsa/

triban520

Atala

Un paio di proposte per un marchio italiano (ora olandese con produzione in Turchia e Cina) che è tornato a fare qualche modello interessante.

Atala North Black Man – 409€
Bici esteticamente carina, prezzo abbastanza basso con una componentistica base, forse toppo. Telaio alluminio, forcella acciaio.

http://catalogo.atala.it/wellness/372-north-black-man.html

north-black-man

Atala SLR 070 – 519€
Modello Atala con componentistica migliore più impostata alla corsa che al passeggio.

http://catalogo.atala.it/road/367-slr-070.html

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Surly

Anche Surly come Kona ha finalmente trovato dei rivenditori a Roma che ne curano la distribuzione. Marchio molto noto tra i bike messenger ha contribuito alla diffusione della sottocultura messenger/fixed/singlespeed.
Produzione basata in Minnesota per biciclette robuste dedicate all’uso cittadino (anche estremo) o al viaggio. Predilezione per l’acciaio e le forcelle rigide.

Surly Steamroller – circa 700€
E’ il pezzo forte di Surly fixed o singlespeed la bici nella sua essenza. Di base parte come fissa e senza freni che però si possono richiedere insieme ad un mozzo con filettattura flip/flop ossia con cui potete montare da un lato pignone fisso e dall’altro con ruota libera.

http://surlybikes.com/bikes/steamroller

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Surly Flat Bar Cross-Check –  circa 850€
Modello interessante con cambio e anche un portapacchi. Telaio e forcella in acciaio, componentistica Sram.

http://surlybikes.com/bikes/flat_bar_cross_check

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La Ciclistica Milano

Marchio che nasce intorno alla cultura delle ciclofficine, delle CM, delle corse in città e di un nuovo approccio, anche etico, alla mobilità urbana ed al fare impresa. Date un’occhiata sul sito quindi non solo al catalogo delle bici.
Selezionati un paio di modelli adatti al nostro scopo La 01 e La 07.

La Ciclistica Milano – La 01 – 490€
Bici robusta adatta alla città, telaio in acciaio saldato in Italia, cura della componentistica di base con singlespeed ma si può personalizzare molto la bici  anche con un cambio sul mozzo. Tutte le personalizzazioni sono sulla pagina con il relativo prezzo.

https://laciclisticamilano.it/it/la-01-classica-e-step-through/la01-classic-1

La Ciclistica Milano – La 07 – 650€
Bici pensata per aggredire le strade della città. Ruote da 29, cambio Alivio, telaio in acciaio e molte personalizzazioni possibili anche in questo caso descritte e prezzate sulla pagina.

https://laciclisticamilano.it/it/la-07/la07-v9x3-verde

Bici Fixed/Singlespeed

E’ il classico tipo di bici da fare con telai usati, ricercati, belli o che vi fate fare ad hoc da qualche negozio specializzato a Roma per esempio Monkey Cycles. Il risultato è solitamente una bicicletta essenziale, pulita, molto minimalista.
Cercando on-line si trovano bici a prezzi contenuti.

Per favi un’idea…

Margot Wild Boy – 249€
Bici semplice, essenziale, telaio in acciaio viene fornita con mozzo flip-flop e rapporto 46×16 peso 10,5 Kg

https://www.margotcycling.com/scatto-fisso/bici-margot-wild-boy/

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Finito, per ora…

Per concludere la mia bici con cui da anni giro per Roma
Specialized Hardrock A1 Comp FS del 2002

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P.s.: capitolo a parte meriterebbero bici pieghevoli e bici a pedalata assistita che stanno portando all’utilizzo della bicicletta in città tantissima gente.

Vi consiglio anche la lettura di questo articolo per avere anche una idea più sensata di quanto è giusto spendere per una buona bicicletta http://www.bikeitalia.it/giusto-prezzo-bicicletta/

 

E adesso pedalo…

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Dopo anni di sosta, ma senza smettere di usare la bici con continuità, torno a fare il mestiere che mi piace, bike messenger.

Ritorno con una ditta diversa da Speedy Boys con cui avevo lavorato ma che ora, purtroppo, ha solo servizi con i motorini.

Ora sto con “E adesso pedala” http://eadessopedala.com datevi da fare con le chiamate.

Già in pochi giorni ho riprovato un po tutto il repertorio del courier:  80 km in un giorno, strade e cortili nuovi, ancora angoli di Roma da scoprire, le invettive degli automobilisti

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Inquinamento, riscaldamento globale, responsabilità individuale

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Una bike lane nella Napa Valley (foto Tim Thulin)

In troppi/e ci si è disinteressati di quello che stava accadendo al clima e si è lasciato fare ai “decisori” politici che ormai spero tutti sappiamo sono dei pupazzetti delle industrie multinazionali e del potere finanziario che solo in caso di forti spinte opposte provenienti dalla popolazione, mobilitazioni di massa, rivolte, insurrezioni, deviano dal sentiero tracciato dalla logica del massimo profitto per una minoranza già benestante o ultra-ricca.

In questi giorni ordinanze di blocco del trafico, targhe alterne, di spegnimento dei riscaldamenti, dei camini o dei forni a legna stanno caratterizzando il nostro quotidiano.

Ci hanno resi schiavi della mobilità privata, del riscaldamento autonomo e così via, oggi forse si rendono conto che in una città accendere 2 milioni di motori, 2 milioni di caldaie ecc. senza filtri nè controlli non è stata un’idea geniale per l’ambiente, ma l’importante era ed è vendere prodotti, far crescere il PIL. Quindi non vi aspettate altro se non l’obbligo ad acquistare una nuova caldaia o una nuova auto.

Poco importa se tutto ciò immette calore ed energia nell’atmosfera. Alla fine la logica del capitalismo del disastro è una delle più in voga. Sfruttare la tabula rasa di un evento catastrofico (uragano, terremoto, incendio, atto terroristico) per ripartire senza più quegli elementi del comune presenti nella precedente società e quindi far fuori case popolari, scuole e servizi pubblici, rafforzare polizia ed esercito ecc.

Alcuni numeri sul prezzo che paghiamo con la nostra salute all’utilizzo dell’auto privata Non è solo smog di Alberto Fiorillo.

Interessanti anche usciti in questi giorni: Noi, gli obesi metropolitani di Alessandro Gilioli e Ci state suicidando tutti di Rotafixa

Per farsi una minima idea e non farsi troppo prendere in giro dai media ufficiali un paio di letture… niente di rivoluzionario di Naomi Klein. (Si trovano facilmente anche in e-book nei circuiti di file sharing)

Shock economy. L’ascesa del capitalismo dei disastri

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Una rivoluzione ci salverà. Perché il capitalismo non è sostenibile

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Il paese dei dinosauri

Dopo un viaggio di un mese coast-to-coast negli USA e considerando che già avevo visitato gli Stati Uniti una decina di anni fa, ho dovuto, come spesso si fa al ritorno da viaggi lunghi e intensi, fare i conti con il ritorno in Italia che mi ha palesato davanti agli occhi le molte arretratezze ed alcuni cambiamenti che li sono avvenuti mentre in Italia si è proceduto invece all’indietro.

Il tema che voglio mettere a fuoco è quello degli sforzi fatti per promuovere la ciclabilità. In un paese (USA) dove il costo della benzina al litro è di circa 0,60 Euro contro i circa 1,60 Euro/litro in Italia.

Leggere questo articolo di Bicycling fa capire quanto si stia facendo in USA e quanto le amministrazioni non facciano in Italia, ma quanto assolutamente non si faccia nulla nella capitale Roma.

Delle città indicate nell’articolo, ne ho visitate, non casualmente, immagino,  parecchie Minneapolis, Portland, Chicago, San Francisco, New York

Se troverò il tempo proverò a farne una traduzione per aiutarne la diffusione/comprensione.

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Foto © Lucaskill  – Portland 2015 – Ciclabile (bike lane) sulla rampa di un ponte sul Willamette River con corsia raddoppiata per le differenti velocità

 

8 Things Top Bike Cities Have Done to Promote Safer Cycling

There’s a lot we can learn from these triumphs in safe city design and bike advocacy

 
 

 

Salt Lake City, Utah, has the first protected bike intersection.
Intersections are where most car-bicycle collisions take place, so this year Salt Lake City built one of the nation’s first “protected bike intersections” to make cycling in the Utah capital a lot safer. Based on infrastructure pioneered by the Dutch, Salt Lake City’s protected intersection incorporates four principal safety elements:
•Corner refuge islands: protected curb extensions for bicycles
•Forward stop bars: waiting areas for cyclists in front of car traffic
•Setback bike crossing: a buffer zone between bikes and car traffic
•Bike-friendly signal phasing: special lights to indicate when bikes should cross

The intersection was built in Fall 2015 and is expected to reduce both vehicle crashes and cycling stress levels.

Portland, Oregon, has public transit that includes bicycles.
Portland gets so much right when it comes to safer cycling infrastructure that it’s easy to overlook some of the ways the city has also improved bike commuting by simply making it convenient. Every TriMet bus in the Portland area is equipped with a rack that can carry two bicycles, and the MAX lightrail system is equipped with bike hooks so it’s easy for cyclists with long commutes to go multimodal on their way to the office. Just another reason Portland has the highest percentage of bike commuters of any US city—a number that continues to increase. According to the most recent data from an American Community Survey associated with the 2014 US Census, more than 7 percent of the city’s commuters ride bikes to work, up from 5.9 percent in 2013.

Minneapolis, Minnesota, closed the streets to cars.
Now in its fifth year, Open Streets Minneapolis is a city-sponsored event that closes down major throughways to car traffic and opens them up to every bicycle and pedestrian in the city. The city is already a great place for cycling with its 118 miles of on-street bikeways and 92 miles of off-street bikeways (as of 2014), but Open Streets events up the ante by letting locals of all ages explore their neighborhoods in complete safety. And explore they do: In 2015, more than 65,000 people attended one or all of the eight Open Streets Minneapolis events held all over the city.

San Francisco, California, secured business support for green lanes.
In 2008, the San Francisco Bicycle Coalition launched its Connecting the City campaign to build 100 miles of bike paths and protected bike lanes so anywhere in the city can be accessed by cyclists of all ages and abilities.

Since then they’ve already added miles and miles of protected green lanes and started construction on the city’s first raised bike lane. To win support for the project, the Coalition has partnered with city agencies and local business leaders to build an inarguable case that better bike infrastructure equals increased revenue. After all, cyclists stop and shop more and support smaller businesses than drivers. The organization’s work at both the grassroots and City Hall levels has ensured the ambitious Connecting the City project is still rolling right along.

Philadelphia, Pennsylvania, launched an accessible bike share program.
Studies show that cycling gets safer the more cyclists there are on the road, and nothing puts more new cyclists on the road than bike shares. Bike share systems have already proven successful in cities all over the US; Philadelphia’s Indego bike share might be a newcomer, having joined the fray in 2015, but it’s still significant: The company is the only bike share operator that allows users to buy memberships with cash, making the bikes more accessible to lower-income users. So far Indego’s been a safe gamble: Bike theft hasn’t been a problem, and within its first 100 days in operation, Indego saw more than 180,000 rides. The company will continue to add more stations and bikes in 2016.

Washington, DC, put more funds toward bike projects.
Why does DC feel like such a safe place to ride? Probably because the city has actually pumped funding into making it a safe place to ride. The capital city spends more money per capita on bike and pedestrian projects than any other major top cycling city, and the effort shows in all the bike paths and protected bike lanes that are popping up to connect every part of the city, thanks to the hard work of the Washington Area Bicyclist Association and other advocates. The city’s 2013 transportation master plan pledges to add 70 more miles of protected bike lanes.

New York City, New York, expanded protected bike lanes.
New York City already has more than 385 miles of protected bike lanes and paths throughout all five boroughs, with big plans to install many more on an annual basis. Reports from the city’s Department of Transportation show the lanes are improving safety not just for cyclists, but also for pedestrians and car occupants. On Columbus Avenue, a protected bike lane spurred a 56-percent increase in cycling on weekdays and saw a 34-percent decrease in overall crashes while vehicle traffic flow has remained steady. The report also shows that retail sales along the protected lane corridor have increased compared to surrounding streets, proving once again that bikes are big business.

Chicago, Illinois, advocated for the suburbs.
Last year, Active Transportation Alliance, Chicago’s bike and pedestrian advocacy group, launched the Family Friendly Bikeways Campaign to bring protected bike lanes and infrastructure to the suburbs and outerlying areas of the city, where cycling for transportation is often least accessible. With this effort, the organization focuses on kids and more vulnerable cyclists—and not just the fast, experienced cyclists often first served by bike programs. This kind of project could make a huge impact on the city as a whole by expanding transportation cycling beyond the urban core. Expect to see more bike lanes, trails, and low-traffic bike boulevards in the greater Chicago Metro area as the project proceeds.

 

NY Brooklyn Rides

Se ne parlava qualche giorno fa dei bei tempi delle alleycat (Velocity) che correvamo qualche anno fa qui a Roma nel circuito Critical Mass

Lo spirito era questo nei fasti e nei numeri NewYorkesi che si intuiscono in questo bel video, anche qua siamo arrivati a una trentina di corridori, forse più.
Personalmente feci anche un terzo o quarto posto a Milano un sesto a Roma e una vittoria a squadre a Roma (ma quella volta li fece tutto la squadra, io ero il meno veloce dei tre).

E gia che ci siamo anche il promo del video di Lacas Brunelle, il n.1 in questo genere

 

Non ce la faremo mai…

Stavo guardando questo video su come in Danimarca le bici non siano tollerate o mal tollerate come in Italia, ma favorite

Vedere come vengono fatte le piste e come sono le piste fa un po invidia e fa pensare che qui in Italia, ma soprattutto a Roma tutto è fatto al risparmio o ancora più spesso col furto del denaro pubblico.

Alcune immagini estratte che parlano chiaro:

Per iniziare un incrocio con spazi di attesa dedicati alla bicicletta lontano e avanti rispetto alle auto ed ai loro scarichi

Pista dall'alto, corsie per i rispettivi sensi di marcia, stessa percorribilità e comodità della strada per le auto

Materiali per la segnalaetica resitenti all'usura

Materiali resistenti non verniciature leggere con il compressore

Segnaletica dedicata

Appoggi per comodità nei pressi dei semafori o incroci...

Londra rifà le piste e aumenta il bike sharing +70% di ciclisti per le strade

 

In other words, London’s bike superhighways are incredibly successful, as the front-page GOOD story remarks. According to the findings in study by Transport for London, there were 70% more cyclists out on the streets of London in October of 2010 than there were the previous year.

GOOD has more:

that means that the number of bikers on the streets pre-superhighways was 70 percent lower than it is now that the superhighways have been installed. That’s some effective bike promotion, if I’ve ever seen it … Will other cities see this information and start doing more for bike lane planning than simply laying them on the side of the street?

That’s right — bike use everywhere jumped, not just on the superhighways. The safe, elegant lanes evidently inspired more folks to dust off their old ten-speeds and hit the roads.

It should also be pointed out that the spike in cycling also coincides with London’s bike-share program, which we’ve written about at length here on TreeHugger.

This development is fantastic — people want to ride bikes in cities. It’s cheap, efficient, and fun. But most of the time, it’s terrifying. It’s why I don’t ride a bike in New York — no way I’m heading into Manhattan traffic during rush hour. New York is also making strides in its bike lanes, too, however. If they work as well as London’s, that’s all it will take — count me in.

tratto da: The Hugger